Il sorvolo di un drone ha permesso di scoprire un magazzino pieno di reperti archeologici, sufficienti a colmare le sale di un intero museo. La scoperta è frutto di un’articolata ricerca storiografica e d’archivio, condotta da un ricercatore, supportata da rilievi cartografici e strumenti di geolocalizzazione online.
L’area interessata si trova tra l’uscita della nuova galleria ferroviaria e il retro del centro commerciale di contrada Necropoli del Fusco.
Dalle verifiche effettuate tramite l’ausilio di riprese aeree sono emersi reperti depositati in un magazzino e in aree esterne che sembrano riconducibili a ex cantieri ferroviari o zone di pertinenza della Soprintendenza ai beni culturali.
Il ricercatore segnala che l'intero sito appare privo di sorveglianza e protezione contro gli agenti atmosferici. Il sopralluogo effettuato la mattina del 25 dicembre ha confermato la vulnerabilità del sito: cancelli aperti e recinzioni tagliate, le porte dei magazzini forzate, finestre rotte e contatori elettrici vandalizzati.
La disposizione di alcuni massi di sbarramento e i segni di scasso potrebbero rivelare che l’area sia stata oggetto di incursioni e di potenziali furti nel corso degli anni.
La situazione è stata formalmente segnalata dallo stesso ricercatore ai carabinieri e alla Soprintendenza. Le riprese effettuate mostrano come, all’interno di semplici capanni in lamiera e del capannone principale, siano stoccati materiali che per pregio e quantità meriterebbero una collocazione museale e una tutela rigorosa, invece di trovarsi in un contesto di poca sicurezza e degrado.
Il ricercatore lancia, quindi, un appello alle istituzioni pubbliche competenti affinché «si intervenga con urgenza per mettere in sicurezza l’area, censire accuratamente i reperti e avviare un piano di valorizzazione che restituisca questo patrimonio alla collettività».