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Priolo, l'operaio ucciso a calci e pugni: le immagini che incastrano l'aggressore

Calci e pugni mentre la vittima era a terra: il video acquisito dalla Squadra Mobile ricostruisce gli ultimi istanti prima del malore fatale. Il medico legale conferma il nesso tra le percosse e il decesso avvenuto il giorno successivo

04 Marzo 2026, 15:48

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Un video shock, acquisito dai sistemi di videosorveglianza della zona, è diventato la prova cardine che ha portato in carcere un 46enne di Priolo Gargallo, accusato dell’omicidio di un operaio di 55 anni. Le immagini documentano con brutale chiarezza la violenza consumatasi la sera del 26 febbraio scorso.

Il video del pestaggio

Nelle immagini si vede la sequenza dell'aggressione: il 46enne si scaglia contro la vittima con una furia incontrollata. Il 55enne viene raggiunto da una serie di calci e pugni e, come evidenziato dagli atti della Procura di Siracusa, l'aggressore avrebbe continuato a infierire con estrema crudeltà anche quando l'uomo era ormai a terra e incapace di reagire.

Dal filmato emerge inoltre un dettaglio inquietante: alla scena avrebbero assistito almeno due persone. 

Dall'aggressione al decesso

Nonostante la gravità dei colpi ricevuti, la vittima non aveva richiesto l'immediato trasporto in ospedale dopo il pestaggio. Tuttavia, il trauma interno si è rivelato fatale poche ore dopo: il 27 febbraio, l'uomo è stato colto da un malore fatale all'interno della propria abitazione. Il medico legale, intervenuto nell'immediatezza, ha confermato che il decesso è direttamente riconducibile alle percosse subite il giorno precedente.

L'arresto e il pericolo di fuga

Il 46enne, già noto alle forze dell'ordine, è stato identificato proprio grazie all'analisi dei frame video effettuata dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Priolo. Secondo quanto riferito dalle autorità, l'uomo avrebbe tentato di sottrarsi alle ricerche della polizia giudiziaria subito dopo il fatto, motivo per cui la Procura ha emesso un decreto di fermo per indiziato di delitto, convalidato ieri dal GIP con la misura della custodia cautelare in carcere.

Indagini ancora in corso

Mentre l'indagato si trova nel carcere di Cavadonna, le indagini proseguono per ricostruire con esattezza il movente dell’aggressione. Gli investigatori non escludono il coinvolgimento di altri soggetti che potrebbero aver aiutato il 46enne nel tentativo di rendersi irreperibile.

La Procura di Siracusa ha lanciato un appello affinché chiunque sia a conoscenza di elementi utili alle indagini si rivolga alle autorità.