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Caso Signorini, tre ore davanti ai pm: il presentatore respinge le accuse e rilancia sulle “calunnie”

Il conduttore del Grande Fratello si è presentato spontaneamente in Procura a Milano e ha negato ogni addebito. Sullo sfondo, il fascicolo per revenge porn contro Fabrizio Corona, l’autosospensione da Mediaset e una richiesta ai colossi del web di rimuovere i contenuti. Ecco cosa sappiamo, cosa resta da chiarire e perché il “codice rosso” può accelerare il calendario degli interrogatori

Redazione La Sicilia

07 Gennaio 2026, 21:50

Caso Signorini, tre ore davanti ai pm: il presentatore respinge le accuse e rilancia sulle “calunnie”

Alfonso Signorini è stato per tre ore davanti i magistrati: «Non ho commesso alcuna violenza né estorsione». Un’affermazione netta, consegnata agli atti in un’indagine che ha già fatto deragliare la stagione televisiva del conduttore e ridisegnato i confini tra racconto mediatico e giustizia penale.

Davanti ai pubblici ministeri Letizia Mannella e Alessandro Gobbis della Procura di Milano, il presentatore del Grande Fratello si è presentato spontaneamente, assistito dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello. L’audizione è durata circa tre ore, intervallata da richieste di chiarimento e, come detto, da un breve stop tecnico per un blackout. Al centro, la denuncia depositata dall’ex concorrente Antonio Medugno e le ipotesi di reato di violenza sessuale ed estorsione. Signorini ha fornito la sua versione, in aperto contrasto con il racconto dell’ex gieffino, e ha risposto a domande sulle chat intercorse tra i due. Nei prossimi giorni, in base alla procedura del “codice rosso”, sarà ascoltato anche il denunciante.

Le accuse e il contesto: dal web ai verbali

La vicenda esplode pubblicamente tra fine dicembre 2025 e Capodanno 2026 quando Fabrizio Corona, attraverso il format YouTube “Falsissimo”, parla di un presunto “sistema” fatto di richieste o pressioni di natura sessuale per accedere o ottenere visibilità nel reality. Sulla scia di quelle puntate, Antonio Medugno formalizza la denuncia alla Procura milanese il 24 dicembre 2025, assistito dai legali Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella. Il 30 dicembre 2025 i pm iscrivono Signorini nel registro degli indagati: atto dovuto, dicono gli inquirenti, per consentire perquisizioni, sequestri e audizioni. Tra i possibili sviluppi, anche l’eventuale iniziativa dell’ex concorrente Gianluca Costantino, che tramite l’avvocato Leonardo D’Erasmo ha fatto sapere di valutare una denuncia.

Secondo quanto trapelato dalle indagini, il fascicolo nato dalla querela di Signorini contro Corona per revenge porn ha portato al sequestro di foto, video e chat a contenuto privato; proprio quel materiale avrebbe indotto Medugno a depositare l’esposto contro il conduttore. È su questa intersezione – la sovrapposizione tra inchiesta per revenge porn e presunte condotte di abuso – che si muovono oggi gli accertamenti.

La difesa di Signorini: “Mai violenze, campagna di calunnie”

Nelle ore successive all’interrogatorio, la linea difensiva resta granitica: Alfonso Signorini nega ogni addebito, rivendica “correttezza e professionalità” in decenni di carriera e parla di una campagna “calunniosa” che mirerebbe a “distruggerlo”, attribuendo a Fabrizio Corona una regia interessata. Gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello hanno già diffidato i principali social a rimuovere contenuti ritenuti illeciti; Aiello, in particolare, ha bollato come “balorda” la ricostruzione di chi accusa. Sono espressioni pesanti, destinate a essere valutate nelle sedi opportune.

Un passaggio rilevante riguarda le chat: Signorini ha fornito la propria lettura dei messaggi con Medugno, sostenendo che non abbiano rilievo penale. Spetterà agli inquirenti, con eventuali consulenze tecniche, stabilire contesto, autenticità e peso probatorio del materiale sequestrato nell’ambito del filone revenge porn.

Il ruolo di Fabrizio Corona e “Falsissimo”

Le accuse che hanno portato al deposito della denuncia si sono alimentate nello spazio pubblico aperto da “Falsissimo”, il format di Fabrizio Corona su YouTube. A seguito della querela di Signorini, Corona risulta indagato per violazione dell’articolo 612-ter del codice penale, la fattispecie introdotta dalla Legge 69/2019 (“Codice Rosso”) che punisce la “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. Nel frattempo, i legali del conduttore hanno intimato ai colossi del web – Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e Google – di oscurare i contenuti ritenuti lesivi.

Il perimetro penalmente rilevante del revenge porn è chiaro: l’art. 612-ter prevede pene da uno a sei anni di reclusione e multa da 5.000 a 15.000 euro, con aggravanti quando la diffusione avviene tramite strumenti telematici o da parte di ex partner. È una norma che tutela, prima di tutto, la libertà di autodeterminazione della persona ritratta e – nel caso di specie – impone agli inquirenti di verificare origine, catena di custodia e finalità della pubblicazione dei materiali in rete.

La posizione di Medugno: il video e le precisazioni

Nel suo percorso pubblico, Antonio Medugno ha dichiarato di non essere “mai andato a letto” con Signorini, sottolineando di essersi fidato “ciecamente” del vecchio manager e di aver “minimizzato” quanto accaduto. Una precisazione che non archivia la querela, ma la incardina su possibili condotte anteriori e su dinamiche di pressione e manipolazione da accertare. Sarà ascoltato con la procedura accelerata del codice rosso, che impone ai pm di assumere informazioni dalla persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo esigenze particolari.

Mediaset e l’autosospensione

Il 29 dicembre 2025, Alfonso Signorini annuncia l’autosospensione da Mediaset “in via cautelativa”. L’azienda accoglie la decisione e in una nota richiama l’“applicazione rigorosa” del Codice Etico, promettendo azioni per “contrastare la diffusione di ricostruzioni diffamatorie o calunniose”. È una scelta che fotografa la tensione tra tutela della reputazione, rispetto delle indagini e salvaguardia dei prodotti editoriali in palinsesto. Il conduttore nel frattempo rinuncia agli impegni in corso, compresa la conduzione del reality.

Le prossime mosse dell’inchiesta

La fase è preliminare: dopo le dichiarazioni spontanee di Signorini, i pm ascolteranno Medugno e valuteranno se convocare altre persone informate sui fatti, compreso l’ex concorrente Gianluca Costantino che ha annunciato di essere in “valutazione” rispetto a un’eventuale denuncia. Possibili anche perizie informatiche su chat e contenuti sequestrati nell’ambito del filone revenge porn. Solo al termine di questa ricognizione, la Procura di Milano deciderà se archiviare, esercitare l’azione penale o allargare il perimetro dei reati ipotizzati. Tempi e passi restano condizionati dal calendario degli atti urgenti e dagli esiti delle analisi tecniche.