×
☰

Sport e sociale

Rugby siciliano, due giorni per costruire il futuro: Parisse e Santamaria al fianco di tecnici, giovani e società

Dalla formazione degli allenatori agli allenamenti con le selezioni giovanili, passando per il confronto con le amministrazioni: la visita in Sicilia ha riunito anime diverse del movimento

25 Settembre 2026, 14:34

14:40

Rugby siciliano, due giorni per costruire il futuro: Parisse e Santamaria al fianco di tecnici, giovani e società

Due giornate all’insegna del rugby, della formazione e della programmazione. La visita in Sicilia di Sergio Parisse e Roberto Santamaria, accompagnati dal responsabile tecnico dell’Area Sud Carlo Pratichetti e dal tecnico regionale Tito Cicciò, ha rappresentato un momento di confronto e di crescita per l’intero movimento isolano.

L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività della Federazione Italiana Rugby, ha coinvolto società, allenatori, giovani atleti, famiglie e amministratori locali. Un calendario intenso, sviluppato tra Catania, Siracusa e Ragusa, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro sul territorio e creare nuove occasioni di collaborazione.

Formazione e lavoro sul campo

La prima giornata si è aperta con l’allenamento insieme alle Brigantesse di Librino, una realtà importante nel panorama del rugby femminile siciliano. Subito dopo, spazio alla formazione con il corso di aggiornamento riservato agli allenatori di secondo e terzo livello.

La partecipazione particolarmente numerosa ha confermato la necessità, avvertita dalle società, di investire sulla preparazione dei tecnici. La crescita del movimento, infatti, passa anche dalla qualità del lavoro quotidiano svolto nei club e dalla capacità degli allenatori di accompagnare gli atleti nei diversi percorsi di sviluppo.

Nel pomeriggio, Parisse e Santamaria sono tornati in campo per lavorare con una selezione Under 18. La sessione si è concentrata soprattutto sui fondamentali della mischia e della rimessa laterale, due momenti chiave del gioco che richiedono organizzazione, tecnica e grande attenzione ai dettagli.

Da Siracusa a Ragusa, il rugby incontra il territorio

La seconda giornata ha avuto come tappe Siracusa e Ragusa. Nel capoluogo aretuseo la delegazione ha visitato il nuovo campo da rugby, ormai vicino all’inaugurazione. Un impianto destinato a diventare un punto di riferimento per la pratica della disciplina e per lo sviluppo delle attività giovanili nella provincia.

A Ragusa, invece, l’incontro ha coinvolto i bambini delle categorie Under 6, Under 8 e Under 10, insieme alle loro famiglie. Un momento dedicato soprattutto ai più piccoli, alla loro passione e al rapporto tra società, genitori e territorio.

La giornata si è conclusa con l’allenamento del XV del Sud-Est, formazione allenata da Mirko Amenta. Anche in questo caso, l’appuntamento ha offerto l’opportunità di condividere esperienze e indicazioni tecniche con una realtà che punta a consolidare il proprio progetto sportivo.

Il confronto tra generazioni

Tra gli aspetti più significativi della visita c’è stato il confronto tra tecnici con una lunga esperienza alle spalle e giovani allenatori impegnati a costruire il futuro del rugby siciliano.

La presenza, fianco a fianco, di figure storiche come Mannisi e Trovato e di tecnici più giovani come Cartarrasa e Di Mauro ha restituito l’immagine di un movimento capace di unire memoria e rinnovamento.

Le competenze maturate negli anni e le nuove idee possono rappresentare una risorsa decisiva per rafforzare il rugby regionale. Il passaggio di conoscenze tra generazioni diventa così parte integrante di un percorso che coinvolge non soltanto gli atleti, ma anche chi lavora quotidianamente nella formazione e nella gestione delle squadre.

«Sergio e Roberto hanno mostrato una disponibilità e una sensibilità fuori dal comune. Non si sono risparmiati e il riscontro ricevuto è stato eccezionale», ha sottolineato il presidente del Comitato Regionale FIR Sicilia Orazio Arancio.

Impianti e collaborazione istituzionale

La visita è stata anche l’occasione per affrontare il tema delle strutture sportive, elemento fondamentale per la crescita del rugby. In assenza di impianti adeguati, infatti, diventa difficile programmare attività, coinvolgere nuovi praticanti e garantire continuità ai progetti delle società.

A Catania il confronto con il sindaco Enrico Trantino ha riguardato il possibile rilancio del Benito Paolone, già Santa Maria Goretti, uno degli impianti simbolo della storia rugbistica siciliana. Lo stadio ha ospitato in passato appuntamenti di grande prestigio, tra cui le sfide degli All Blacks e dell’Australia, oltre alla gara tra Italia e Romania valida per le qualificazioni ai Mondiali del 1995.

A Siracusa, il dialogo con il sindaco Francesco Italia e con il capo di gabinetto Peppe Gibilisco si è concentrato sul nuovo campo da rugby, la cui realizzazione è ormai prossima alla conclusione.

A Ragusa, invece, sono stati affrontati gli interventi in corso per la tribuna e gli spogliatoi dell’impianto che ospiterà le attività del XV del Sud-Est nella prossima stagione. A rappresentare l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Peppe Cassì, è stato l’assessore allo Sport Simone Digrandi.

Arancio: “Un’opportunità per tutto il movimento”

Il presidente regionale Orazio Arancio ha evidenziato il valore della presenza in Sicilia di due figure di alto profilo come Parisse e Santamaria.

«Ringrazio la FIR per questa splendida occasione. Avere in Sicilia, dopo Quesada, anche due dei suoi collaboratori è un privilegio e una grande opportunità di crescita sportiva e promozione», ha affermato.

Il bilancio delle due giornate è dunque positivo: allenamenti, aggiornamento tecnico, incontri con le società, attenzione al settore giovanile e confronto con le istituzioni hanno composto un programma articolato, capace di mettere in relazione esigenze e prospettive diverse.

A rendere l’esperienza ancora più significativa è stata anche la presenza di Roberto Santamaria, messinese e oggi impegnato in un percorso di rilievo all’interno del rugby italiano. Un legame con la Sicilia che ha aggiunto un ulteriore elemento di partecipazione e orgoglio all’iniziativa.

Il messaggio emerso dalla visita è chiaro: il rilancio del rugby siciliano richiede una visione comune. Società, tecnici, atleti, famiglie e amministrazioni sono chiamati a lavorare nella stessa direzione, trasformando entusiasmo e disponibilità in progetti concreti e duraturi.