Calcio Serie C
Siracusa, ko che fa male oltre il risultato
Ora la settimana più difficile per gli aretusei
C’è un momento preciso in cui una partita può spezzarsi, e ad Altamura quel momento arriva al 40’, quando Millico — con un pallonetto delizioso, quasi beffardo — punisce un Siracusa che fino a quel punto aveva fatto la gara, creato le occasioni migliori e meritato ben altro destino. Un gol del genere, il primo tiro in porta dei pugliesi, ha tutto il sapore crudele del calcio quando decide di voltarti le spalle nel momento peggiore. E per il Siracusa, di momenti peggiori ce ne sono stati già abbastanza in questa stagione — dentro e fuori dal campo.
Perché è questo il punto che rende la sconfitta del “Via del Mare” di Altamura qualcosa di più di un semplice ko in trasferta: arriva in un contesto societario che definire turbolento è quasi un eufemismo. La settimana che si apre sarà, come si diceva alla vigilia, decisiva per le sorti del club. Problematiche extra-campo pesanti, incertezze che inevitabilmente filtrano negli spogliatoi, nell’umore del gruppo, nella serenità — o nella mancanza di essa — con cui si scende in campo ogni domenica. In questo scenario, strappare un risultato positivo in Puglia sarebbe stato ossigeno puro, benzina per alimentare non solo la corsa alla salvezza ma anche la fiducia collettiva di un ambiente che ne ha bisogno come il pane.
Invece arriva una sconfitta che fa malissimo, e non soltanto per il risultato in sé.
Il Siracusa, va detto, non ha demeritato. Turati manda in campo una squadra con un’identità chiara, che parte con piglio aggressivo fin dal primo minuto, pressa alto, colleziona cross e mette subito in difficoltà la retroguardia pugliese. Al 7’ c’è già un’occasionissima: Candiano lancia Valente, cross preciso per Di Paolo che calcia a botta sicura dal cuore dell’area, ma il muro difensivo salva Alastra. È il campanello d’allarme che l’Altamura avrebbe dovuto ascoltare, ma che invece — paradossalmente — non è bastato al Siracusa per sbloccare il risultato.
Gli azzurri continuano a insistere, a alzare il ritmo, a portare pressione fin dentro la trequarti pugliese. Valente si mette in mostra, Frisenna e Iob danno dinamismo, Di Paolo lavora senza sosta ma con qualche imprecisione di troppo nell’ultimo passaggio. Al 38’ un ottimo lancio di Contini lo trova in area, ma il tocco finale sbaglia e il pallone sfuma. Sono i dettagli che in questa categoria fanno la differenza, e i dettagli stasera non sorridono agli azzurri. Poi arriva il 40’, e quella traiettoria a scavalcare Farroni.
Nella ripresa Turati prova a rimescolare le carte: fuori Di Paolo, dentro Riccardi al 53’, poi Sbaffo per Frisenna al 69’. La mossa offensiva dà i suoi frutti dal punto di vista delle occasioni — Riccardi si fa vedere in un paio di circostanze, Sbaffo porta fisicità — ma è ancora Valente il più pericoloso. Al 63’ il suo tiro si stampa sulla traversa a portiere già battuto: in quel preciso istante il pareggio sembrava scritto, e invece il legno dice no. Troppo, per una squadra che ha già alle spalle un peso specifico enorme.
Al 50’ c’è anche un episodio dubbio: tocco sospetto in area, Valente finisce a terra, ma l'Fvs non ravvisa nulla. Decisione che lascia qualche perplessità, ma che ormai fa parte dell’amaro pomeriggio pugliese.
All’82’ gli ultimi cambi — entrano Simonetta, Puzone e Pannitteri — ma il tempo stringe e l’Altamura porta a casa tre punti che pesano come un macigno sulla classifica del Siracusa.
I piani per la salvezza, come si dice giustamente, si complicano maledettamente. È una situazione disperata, ma ogni punto che sfugge adesso ha un valore doppio, triplo, amplificato da tutto ciò che ruota intorno al club in questo periodo difficilissimo.
Sarà una settimana lunga. E pesante.