Arti marziali
Cinque ori e una missione sul tatami: il maestro Marcello Di Mare e le promesse della Rembukan Villasmundo
Da atleta a maestro l'augustano racconta gli ultimi podi al Junior Gran Prix Tournament 2026, ma anche l'impegno quotidiano e i valori formativi
Una vita sul tatami, prima da atleta oggi da istruttore di tante giovani generazioni. E con risultati e medaglie che continuano a susseguirsi. Il Maestro augustano Marcello Di Mare ne ha fatto una vera e propria missione di vita e dopo lo Junior Gran Prix Tournament 2026 e i podi con la Rembukan Villasmundo, si racconta fra sogni e speranze.
Dopo una giornata intensa e ricca di emozioni al PalaRescifina di Messina, Di Mare si è aperto quasi a 360 gradi.
Maestro, che bilancio fa di questa giornata di sport?
“È una giornata che ci riempie di orgoglio. I risultati sono sicuramente importanti, ma ciò che mi rende più felice è aver visto i ragazzi scendere sul tatami con determinazione, rispetto e spirito di squadra. Questo per me vale quanto, se non più, delle medaglie.”
Cinque ori e diversi piazzamenti: numeri importanti. Se li aspettava?
“Quando si lavora bene durante l’anno, i risultati arrivano. Non entro mai in gara con aspettative legate solo al podio, ma sapevo che i ragazzi erano pronti. Hanno dimostrato concentrazione e maturità, anche nei momenti più difficili.”
Cosa c’è dietro questi successi?
“C’è tanto lavoro. Allenamenti costanti, sacrifici, rinunce. Parliamo di ragazzi molto giovani che ogni giorno scelgono di impegnarsi in palestra invece di fare altro. Dietro ogni medaglia c’è sudore, disciplina e tanta passione. È questo il vero segreto.”
Anche chi non è salito sul podio ha dato segnali positivi.
“Assolutamente sì. Sono molto soddisfatto anche di chi non ha vinto una medaglia. Alcuni di loro sono all’inizio del percorso e oggi hanno pagato un po’ l’inesperienza, ma hanno combattuto con coraggio. Queste gare servono proprio a crescere, e sono certo che faranno tesoro di questa esperienza.”
Che ruolo hanno i collaboratori e le famiglie in questo percorso?
“Fondamentale. Senza il supporto dei miei collaboratori, che lavorano con dedizione e competenza, tutto questo non sarebbe possibile. E poi ci sono i genitori: fanno sacrifici enormi, accompagnano i ragazzi, li sostengono sempre. Sono una parte essenziale di questa squadra.”
Qual è il messaggio che vuole lasciare ai suoi atleti dopo questa competizione?
“Di continuare così. Restare umili, lavorare sodo e non smettere mai di credere in sé stessi. Le vittorie fanno piacere, ma ciò che conta davvero è il percorso. E loro stanno costruendo qualcosa di importante, dentro e fuori dal tatami.”
Una giornata che va oltre i risultati, quindi, e che conferma il valore sportivo ed educativo della Rembukan Villasmundo. Il futuro, a giudicare da quanto visto, è decisamente promettente.