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Calcio Serie C

Il Siracusa paga una prima mezz'ora da incubo. E il Sorrento ringrazia

Ripresa di carattere ma troppo tardiva, ora si attende il Tfn sulla penalizzazione poi domenica arriva la Casertana.

22 Febbraio 2026, 19:35

Il Siracusa paga una prima mezz'ora da incubo. E il Sorrento ringrazia

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Il Siracusa cade a Potenza contro il Sorrento e lo fa nel modo più amaro: pagando a carissimo prezzo una prima mezz’ora storta, dentro una partita che sembrava già “sporca” prima ancora di cominciare, per il peso di una settimana difficilissima vissuta fuori dal campo. Il 2-0 maturato nel primo tempo è la fotografia di un avvio contratto, fragile, lontano parente di quella squadra capace di tenere testa al Catania appena sette giorni fa.

L’approccio degli azzurri è timido, quasi esitante. C’è un calcio piazzato iniziale che non lascia traccia e poco altro: il Siracusa fatica a trovare ritmo, perde distanze, si spezza. Il Sorrento, senza fare nulla di trascendentale, capisce presto dove colpire: nella gestione delle transizioni e nelle disattenzioni difensive. E infatti il match si indirizza in sei minuti che pesano come un macigno. Prima lo svarione che spalanca la ripartenza e porta al traversone di Paglino per il colpo di testa vincente di Sabbatani, poi un’altra ripartenza letale che si chiude con lo stesso finalizzatore e con il raddoppio. Due schiaffi ravvicinati che tagliano le gambe e rendono la salita ripidissima.

In mezzo, inevitabilmente, c’è anche la testa. Quando alle difficoltà tecniche si somma la zavorra emotiva di giorni complicati, basta poco per perdere sicurezza: una lettura in ritardo, un duello non vinto, una seconda palla lasciata lì. E il Siracusa, in quel primo segmento, sembra più preoccupato di non sbagliare che di imporre il proprio gioco. Ma sbaglia lo stesso, e il Sorrento ringrazia.

La ripresa, però, racconta un’altra gara sul piano dell’atteggiamento. I cambi (Simonetta e Pacciardi) danno vivacità e il Siracusa prova ad alzare il baricentro con maggiore convinzione: il tiro a giro di Simonetta, il traversone di Iob che attraversa l’area senza deviazioni, la conclusione di Frisenna che esce di poco sono segnali di una squadra più presente e più coraggiosa. Non abbastanza, però, per riaprirla davvero. Perché quando concedi due gol così presto, poi serve qualità, precisione e anche un episodio favorevole: e nulla di tutto questo arriva.

Il finale scorre senza che il Sorrento debba soffrire oltre misura, tra sostituzioni e gestione, mentre il Siracusa resta con il rimpianto di non aver trasformato la maggiore intraprendenza del secondo tempo in un gol che avrebbe potuto almeno cambiare l’inerzia emotiva della partita. Emblematico il tentativo nel recupero di Di Paolo: generoso, ma fuori misura, come la domenica azzurra a Potenza.

Adesso la risposta vera è attesa in casa, domenica contro la Casertana. Perché questa sconfitta è pesante soprattutto per come nasce: non tanto per la ripresa, dove qualcosa si è visto, ma per quel primo tratto in cui il Siracusa è sembrato prigioniero della propria settimana. E il campo, quando ti presenti senza leggerezza e senza compattezza, non perdona.