×

Serie C

Il Catania pensa in grande. Grella svela i progetti fra Torre del Grifo, giovani e bilancio sotto controllo

Intervista esclusiva al vice presidente e Ad rossazzurro: «Abbiamo le idee chiare e un presidente ambizioso che vuole arrivare al vertice»

Giovanni Finocchiaro

02 Gennaio 2026, 07:25

13:06

Il presidente del Catania Ross Pelligra con il vice e ad rossazzurro Vincenzo Grella (foto Filippo Galtieri)

In cima alla classifica. Il primo giorno del 2026 nella sede del Catania non ci si specchia. Si lavora per la trasferta di Foggia, per puntellare il gruppo squadra, per completare il piano Torre del Grifo e per molto altro ancora.

Vincenzo Grella è in ufficio di buon mattino. L’intervista concessa in esclusiva al nostro giornale tocca argomenti di campo e apre la strada alla programmazione immediata e a quella a lungo termine del club di Ross Pelligra, che durante la sua recente vacanza a New York ha incontrato il nostro editore Salvatore Palella.

Facciamo prima i conti, vice presidente. Il Catania ha chiuso il 2025 con una cifra in rosso. Era prevedibile, visto il bilancio precedente, si corre qualche rischio?

«No, nessun rischio. Il bilancio è legato ai sacrifici e alla generosità del presidente Pelligra a cui diciamo grazie per quello che fa per noi, per il club».

Dite grazie perché ha già ripianato tutto.

«I conti non sono solo una scelta sua, ma vengono dapprima discussi all’interno del nostro Cda con altri professionisti che ovviamente si esprimono e dicono la loro. Tra questi, Mark Bresciano. Il Cda dà un indirizzo al presidente che si impegna, non solo confermando i numeri, ma scrivendo una lettera di promessa per coprire le perdite. Una garanzia».

La C è sempre un campionato di spese e perdite, un motivo in più per cercare di scappare da questa categoria se leggiamo i bilanci di quasi tutte le società.

«Non parlo di altri club di Serie C, dico solo che da noi funziona così. La Pelligra Group promette, tramite Rosario Pelligra, di coprire le perdite e anche in questo caso l’ha fatto. Abbiamo un budget di previsione, a fine anno c’è un bilancio che transita attraverso quattro passaggi durante i quali vengono esaminati i conti. Non abbiamo mai sgarrato le previsioni».

Insomma, Pelligra non ha ricevuto mai sorprese in questo senso.

«No, perché viene aggiornato quotidianamente su tutto. Mai avuto una sorpresa. Per esempio, ha avuto una spiegazione sull’elefante (Grella indica una statuetta del Liotru che c’è in sede, ndr) e sul monte ingaggi. In Serie C non possiamo fare accostamenti con la maggior parte delle altre società, perché sono piccole. Ma se paragoniamo il nostro monte spese a quello dei club che ambiscono al salto di categoria e che primeggiano, anche negli altri due gironi, ecco che il Catania ha speso molto, ma molto meno».

E i ricavi?

«La cifra è cresciuta rispetto a un anno fa. Sono sicuro che nessuno in Serie C produce numeri come i nostri. Prendo in considerazione la vendita dei biglietti per le gare, i ricavi commerciali (sponsor e pubblicità, ndr) e non faccio riferimento ai diritti tv».

Nei vostri progetti snocciolati al momento dell’arrivo a Catania c’era l’internazionalizzazione del brand.

«Stiamo lavorando sempre in questa direzione e nel tempo lo diventeremo sempre di più».

Lo store?

«È bello e si trova in un luogo strategico della città. Oggi produce utili. In questi giorni di Natale ha superato diversi record producendo cifre che si leggono in positivo per il club. Cifre che affermano l'importanza della nostra tifoseria».

Insomma se non fosse per le perdite…

«Direi che le perdite di bilancio sono riconducibili ai tanti investimenti per il futuro del Catania. In Serie C purtroppo è così, con pochi ricavi da diritti tv. Ma se questi numeri fossero solo uno spreco di denaro fine a sé stesso avremmo già cambiato tutto. Invece, stiamo aggiustando tante cose, poco alla volta. Però su una cosa voglio mettere l’accento».

Ovvero?

«I numeri di cui stiamo discutendo confermano l’interesse, ma soprattutto l'amore, che Ross Pelligra ha per il Catania. Non ci sono, come ogni tanto leggo da qualche parte, contrasti di vedute con la famiglia».

È vero che nei contratti con calciatori e tesserati in generale avete inserito clausole che vi permettono di ottenere il massimo e risparmiare qualcosa?

«L’incentivo a dare il meglio credo sia legittimo adottarlo. C’è un fisso e ci sono incentivi. Se incidi ti pago di più in modo che ci sia un impegno e una resa sul campo».

Nelle spese per la stagione ventura c’è anche Torre del Grifo. A gennaio sarà pagato il saldo?


Una veduta del Village di Torre del Grifo

«Sì, avverrà a fine gennaio. E l’impianto sarà patrimonializzato all’interno della società Catania FC, un altro dono di Ross Pelligra al suo club».

C’è una novità che ufficializzerete a breve, ma le voci a Catania già corrono.

«Vogliamo diventare l’Atalanta del futuro. Così il presidente ha pensato di acquistare un ampio terreno accanto al Centro sportivo per farlo diventare zona esclusiva per la prima squadra quando tutto sarà sistemato. L’idea è di realizzare altri due campi regolamentari e un campo ridotto, oltre a quelli che già esistono, più una club house con reception, spogliatoi, ristorante, sale mediche e sale riunioni dedicate solo alla prima squadra. Gli altri quattro campi saranno utilizzati dai ragazzi del settore giovanile, dagli Under 15 regionali alla Primavera».

Le procedure per il terreno a che punto sono?

«Abbiamo già pagato un anticipo per opzionarlo e poi firmeremo l’atto per inserirlo nel bilancio nel 2027».

E nei giorni scorsi avete anche stretto un altro patto non meno importante.

«C’è una collaborazione con l’Università di Catania, che ci permetterà di avviare i giovani al lavoro mettendo alla prova le loro capacità professionali all’interno della nostra struttura».

Pagato il saldo per il Centro sportivo quando potranno cominciare i lavori?

«Noi speriamo già alla fine del mese».

Quanto dureranno?

«Bisognerà attendere la primavera. Dobbiamo sistemare i primi due campi. Anche se tra Massimino e Cibalino abbiamo effettuato alcune migliorie funzionali. Per esempio, una sala attrezzata per colazione e pranzo della prima squadra. E una rinnovata, qualificata e ampia struttura sanitaria. Saranno i giocatori e l’allenatore a scegliere se rimanere e lavorare al Massimino o andare a Torre del Grifo visto che la stagione entrerà nel vivo giusto in quel periodo».

Il modello sanitario sembra quello di un moderno "Milan Lab"...

«Esattamente, le strategie sono simili e l’accordo con l’Università e il coinvolgimento del territorio devono spingere in questo senso a progredire in tutti i settori».

C’è una figura specifica che avete individuato per seguire meglio gli sviluppi che porteranno all’apertura del centro sportivo?

«Con David Tucker, consigliere d’amministrazione, c’è già un’intesa perché possa occuparsi in prima persona di Torre del Grifo seguendo il progetto di ristrutturazione dell’impianto. Poi, ripeto, la struttura passerà da Ross Pelligra al Catania FC diventando patrimonio della società».

Tutte le giovanili lavoreranno nel centro sportivo?

«Non tutte. Under 14 e attività di base le programmeremo a Catania per agevolare anche gli spostamenti delle famiglie e di chi accompagna i ragazzi o l'uso dei mezzi pubblici. Anche il dipartimento femminile avrà un suo spazio».

In definitiva, i lavori a Torre del Grifo potranno cominciare prima?

«C’è una relazione di Francesco Di Stefano da inviare alla curatela in cui assumendoci ogni responsabilità in termini di sicurezza si possano cominciare prima i lavori per sistemare i campi in erba per accorciare i tempi di attesa. Per rimettere a nuovo i due campi occorrerebbero circa 50 giorni di lavoro».

Intanto il Catania comincia l’anno da primo in classifica.

«Un risultato che abbiamo “costruito” in estate con il lavoro di due squadre. C’è n'è un'altra, fuori dal campo, che supporta quella principale, che si allena e gioca per vincere».

Com’è nato questo rapporto solido tra dirigenti?

«A inizio stagione con Zarbano, Pastore e Toscano abbiamo stretto un patto: tutte le decisioni sarebbero state condivise. E mi riferisco a gestione del gruppo e scelte tecniche. Abbiamo fissato incontri non solo per risolvere i problemi, ma anche per condividere l’ascesa e i risultati importanti. Ci vediamo non solo per aggiustare le cose, ma anche per trarre forza e spunti dalle vittorie. Il motto della stagione è “Noi”».


Grella fra il dirigente della comunicazione Sapienza e il nostro Giovanni Finocchiaro

Il Catania ha abbattuto alcuni muri creando idealmente una sorta di open space all’interno della società.

«C’è una collaborazione con tutti i dipendenti del club che hanno assunto un nuovo spirito di condivisione. Oggi ci si muove non per compartimenti, ma con un’efficacia che ci ha fatto acquisire maggiore consapevolezza. Le riunioni settimanali aiutano molto in tal senso».

L’arrivo di Zarbano è servito a snellire il suo lavoro e farla riavvicinare al campo.

«Alessandro è un manager esperto che sviluppa i progetti e dà un parere importante nelle decisioni del club».

Lei, Grella, è consigliere di Lega e negli ultimi tempi le polemiche sull’uso e sulla valenza delle strumentazioni del FVS sono diventate importanti.

«Il tecnico e Rolfini, nel dopo partita a Potenza, hanno espresso il pensiero della squadra. Ma dal giorno dopo tutti abbiamo pensato a organizzare e vincere la partita successiva».

Lei ha parlato spesso di stile, di comportamento. Che spesso è differente da quello di altre società.

«C’è una cosa di cui vado fiero: sono i complimenti che ci fanno in Lega per il lavoro svolto, per il metodo seguito. Abbiamo un’identità che anche il presidente Marani ci riconosce».

Grella, ha fatto riferimento a Toscano coinvolto in tutto e per tutto nella vita della società. Ma dopo il pari interno con il Sorrento la sua posizione è sembrata estremamente in bilico.

«Rinnovare il suo contratto è stato un segnale forte. Proprio in quel momento di leggero appannamento, un passaggio determinante. Toscano lavora bene e prosegue sposando la nostra linea di condotta. Diventano fondamentali per i risultati di oggi, le decisioni prese in quel momento delicato andando contro il vento della critica. Anche perché dopo un colloquio con il presidente Pelligra e Bresciano abbiamo deciso di rinnovargli fiducia e contratto in pochi secondi».


Grella con il dg Zarbano e il diesse Pastore

Il pubblico al Massimino è da record: la media supera le 17mila presenze per ogni gara interna.

«La gente si identifica non solo nella maglia, ma anche nello spirito con cui la squadra gioca e vince e con il medesimo impegno che ci mette la società che lavora ogni giorno per crescere e migliorare».

Prossime gare, Grella.

«No, parlo solo del Foggia. Bisogna pensare soltanto al prossimo impegno per ricominciare dando il meglio».

Con Bruzzaniti in campo?

«Il calciomercato riapre proprio in queste ore (oggi, ndr), il ragazzo è già con noi pronto per sostenere le visite mediche e i primi allenamenti. Abbiamo ancora un paio di idee. Non operazioni a tempo, ma soluzioni che possano durare anche per la stagione che verrà».