La reazione
Dopo il caso Armao e l'appello di Minardo, Schifani: «Valuterò le decisioni e le comunicherò a breve»
Crisi interna a Forza Italia in Sicilia: Schifani valuta le sue mosse dopo l'appello di Minardo per una proposta politica nuova, alla luce del caso Armao
Nelle ore delle polemiche, parla il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve».
Minardo, commissario di Forza Italia nell’Isola, ieri aveva sostenuto che «in Sicilia occorre una proposta politica completamente nuova» parlando con i segretari provinciali del partito, riuniti a Palermo a porta chiuse, e facendo un’analisi politica anche alla luce del nuovo caso giudiziario che ha coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura ha chiesto l'arresto per corruzione, e che ha costretto l’avvocato a dimettersi da consigliere giuridico del governatore.

Il presidente siciliano si affida anche ai social per fare sapere che a breve comunicherà le sue decisioni dopo le dichiarazioni del commissario di Forza Italia nell’isola, pubblicando la sua dichiarazione di "riflessione" su Facebook.
A caldo ieri, proprio su "La Sicilia" il governatore aveva smentito le voci di dimissioni circolate nel pomeriggio dopo quanto era filtrato durante la riunione convocata dal commissario di Forza Italia Minardo: «Occorre una proposta politica completamente nuova nell’Isola». «Mi ricandido e se non mi ricandido lo decido io» aveva detto Schifani. A distanza di 24 ore, adesso il presidente della Regione apre uno scenario pieno di incognite. Ad infiammare il clima dentro Forza Italia è stato l'ennesimo caso giudiziario nella maggioranza di centrodestra. A essere coinvolto questa volta è stato Gaetano Armao per il quale la Procura ha chiesto l’arresto per corruzione contestandogli di avere preso mazzette quando era a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione siciliana su eolico e fotovoltaico, mandato che era scaduto all’inizio di agosto. Armao, che aveva un ufficio anche nel Palazzo della presidenza che è stato perquisito, si è subito dimesso da consigliere giuridico del governatore. Nel quartier generale romano di Forza Italia, secondo quanto si apprende, non è piaciuta la reazione di Schifani alla richiesta di arresto: «Per quanto riguarda l’inchiesta su Armao mi rifaccio alle parole del procuratore de Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l’attività del governo regionale».
Intanto la commissione regionale Antimafia, presieduta dal deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, stamani ha annunciato che avvierà un’indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale. E il primo a essere ascoltato in audizione sarà il presidente Schifani.

