amministrative 2026
A Raffadali continua la dinastia dei Cuffaro, Ida stravince sulla candidata di centrosinistra
Il Comune dell'Agrigentino è uno dei primi in Sicilia ad avere un risultato chiaro
Ida Cuffaro (Dc), 27 anni, nipote di Totò Cuffaro e candidata alla carica di sindaco, è attestata intorno all’80% dei consensi quando è stata scrutinata la metà delle schede. Ampiamente distaccata la candidata del centrosinistra Sabrina Mangione. Un margine che, salvo sorprese, la proietta alla guida del Comune. «Sono felicissima – afferma – ce lo aspettavamo, avevamo avuto dei sentori durante la campagna elettorale, ma al momento i dati sono sorprendenti. Aspettiamo fino alla fine l’esito dello scrutinio, ma sono veramente soddisfatta». Prosegue così, dopo Totò e Silvio, la dinastia politica dei Cuffaro. Esponente della nuova generazione di una delle famiglie più note della politica siciliana, Ida è figlia di Giuseppe Cuffaro; laureata in Giurisprudenza, madre di tre figli, lavora come assistente al Centro per l’impiego. Punta, a suo dire, a coniugare «continuità amministrativa e rinnovamento generazionale». Negli ultimi anni ha collaborato con l’attuale amministrazione curando la comunicazione istituzionale dello zio, Silvio Cuffaro, sindaco del paese agrigentino, che ha già ricoperto tre mandati – con una breve interruzione – oltre a un’esperienza da vicesindaco: da 21 anni è ai vertici dell’amministrazione di Raffadali.
Sabrina Mangione, avvocata e consigliera comunale del Pd è la candidata sconfitta. Ismaele La Vardera, deputato e leader di Controcorrente, è stato designato vicesindaco. «È una sfida contro il feudo e la dinastia Cuffaro», aveva detto in campagna elettorale. Persa nettamente.