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Speranza di tregua, accise legate a Hormuz e il nucleare: il piano di Pichetto Fratin

Calo dei prezzi atteso subito e spinta al nucleare con legge e decreti entro l'anno, ma centrali operative solo agli inizi degli anni '30

25 Maggio 2026, 08:46

08:50

Speranza di tregua, accise legate a Hormuz e il nucleare: il piano di Pichetto Fratin

«C'è da sperare che la bozza si trasformi in accordo, in tregua e si arrivi alla pace» e se continuare il taglio delle accise «sarà una valutazione collegiale del governo, in base all’andamento della crisi e alla riapertura di Hormuz».

Lo sostiene Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, in un’intervista al Corriere della sera,

sottolineando che, sui prezzi dell’energia, «se tutto va a buon fine qualche effetto si può aspettare da subito. Perché verrebbe meno immediatamente la parte di prezzo dovuta alla speculazione commerciale».

Parlando del nucleare, Pichetto è poi tornato a evidenziarne la necessità: «la prossima settimana comincerà in aula alla Camera la discussione sulla legge delega. Mi auguro che entro la pausa estiva possa diventare legge. A quel punto è un mio impegno emanare i decreti attuativi entro fine anno».

Alla domanda se si farà un altro referendum sul nucleare, Pichetto ha risposto che a suo parere è «un diritto dei cittadini. Bastano 500 mila firme. Ma la legge sarà solo il quadro giuridico da consegnare al prossimo governo che valuterà le iniziative, anche private.

Credo però che per avere energia da nucleare - ha aggiunto - dovremo attendere l’inizio degli anni 30, quando ci sarà un fabbisogno aumentato di 100 miliardi di Kwh».

Tornando a parlare di Hormuz che, dice, «ha creato uno shock globale, soprattutto per Paesi come Cina, Giappone, Corea», Pichetto ha concluso sostenendo che sul nostro Paese la crisi ha «influito soprattutto nella produzione. C'è stato un ovvio rallentamento. Mentre per noi non è una questione di flusso. Quantitativamente il nostro Paese è l’unico in Ue che ha contratti per stoccaggi per il prossimo inverno».