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L'analisi

La fattoria degli animali: il rimpasto alla Regione in versione orwelliana

Dopo un letargo di sei mesi, ieri il governatore Schifani si è svegliato con la rapidità di un ghepardo

30 Aprile 2026, 10:23

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La fattoria degli animali: il rimpasto alla Regione in versione orwelliana

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Dopo quasi sei mesi, pari alla durata massima del letargo del ghiro, ieri Schifani s’è svegliato con la risoluta rapidità di un ghepardo. Eppure la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. E dunque la montagna ha partorito il topolino. O meglio: il rimpastino.

C’è moltissimo di orwelliano ne La fattoria degli animali in versione sicula. Ma forse è soltanto un banale zoo. O magari una giungla. Dove vige la legge del più forte. La stessa che ha permesso a Fratelli d’Italia di rosolare a fuoco lento il governatore sul cambio degli assessori, per poi fare beatamente finta di nulla.

Il blitz di Schifani per uscire dall'impasse: «Basta, chiudiamo oggi» La fattoria degli animali in versione sicula

Giornata campale a Palazzo d’Orléans: colloquio telefonico con Minardo poi il piano Convocata l’ingnara Faraoni (in pole fino all’ultimo c’era Cascio) Poi è il turno dell’ex-neo assessora al gruppo dc “prendere o lasciare”

Punto primo: la questione morale, alla Regione, è stata soppressa. Prima derubricata dai meloniani con la grazia (ma qui Minetti non c’entra) concessa ai big sotto processo, usando l’altro imputato Sammartino come scudo umano. E poi, ieri, del tutto cancellata col ritorno della Dc in giunta, dove Albano riprende lo stesso assessorato che l’indagine per corruzione ha descritto come sede del comitato d’affari dell’arrestato Cuffaro.

Punto secondo: quella di Schifani non è una prova di forza, ma un segnale di debolezza. Tradito da FdI, minacciato da Lombardo e dagli orfani cuffariani, incalzato dai capi tribù di Forza Italia, alla fine s’è chiuso a riccio. E ha designato alla Salute, fonte inesauribile di guai, il fido Caruso. Che, dopo il recente avvento di Minardo commissario, non è più il segretario regionale azzurro. Ma soltanto il segretario particolare del presidente. Stesso ruolo rivestito da Stancheris mentre Crocetta la incoronava - in ascensore - assessora al Turismo. No, qui non è Caligola che nominò il suo cavallo senatore: Caruso, persona perbene, ha esperienza e capacità di mediazione. Scegliere lui per non scontentare nessuno ha però l’effetto di mettersi tutti contro. E di isolarsi nel bunker di Palazzo d’Orléans. Né marchese del grillo, né gallo cedrone. Ma piuttosto - pace all’anima di Forlani - coniglio mannaro.