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Fondi europei

Sicilia, obiettivo di spesa Fesr 2025 superato: non ci sarà il "disimpegno automatico"

Bruxelles certifica 375 milioni. Approvata anche la riprogrammazione fino al 2030. L'annuncio del governo Schifani

Redazione La Sicilia

02 Gennaio 2026, 13:43

Schifani

Presidente Schifani

Target di spesa 2025 per il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) raggiunto: la Commissione europea ha certificato l’utilizzo di 373,5 milioni di euro a fronte dei 338,6 milioni necessari per evitare il disimpegno automatico delle risorse. Ad annunciarlo è lo stesso governo siciliano guidato da Renato Schifani.

Da Bruxelles inoltre anche il via libera alla riprogrammazione del piano operativo Fesr 2021-2027, nell’ambito della "Mid-term review", la verifica di metà percorso che la normativa europea prevede per consentire alle regioni di rimodulare le priorità di investimento alla luce dei risultati raggiunti e dei cambiamenti del contesto economico e sociale. Lo dice la Regione siciliana. «Il superamento degli obiettivi di spesa e l’approvazione della riprogrammazione da parte di Bruxelles - dice il presidente della Regione Renato Schifani - rappresentano un traguardo di grande rilievo per la Sicilia. Dimostrano la capacità della Regione di utilizzare con efficacia le risorse europee, mettendole al servizio dello sviluppo e della crescita del territorio. Un risultato che consolida la credibilità dell’amministrazione regionale nel rapporto con le istituzioni comunitarie. Ringrazio il dirigente generale del dipartimento Programmazione, Vincenzo Falgares, e tutti gli uffici che con grande impegno hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo».

«Il Fesr è lo strumento attraverso cui l’Unione europea finanzia investimenti per lo sviluppo economico e la coesione territoriale delle regioni» - dice la Regione - I fondi spesi in Sicilia hanno sostenuto oltre 4.000 piccole e medie imprese, attraverso il fondo di garanzia, hanno finanziato l’acquisto di nuovi treni per la metropolitana di Catania e importanti opere per il ciclo delle acque. Con la rimodulazione approvata, il programma introduce quattro nuove priorità: interconnessioni energetiche, infrastrutture per mobilità e difesa, contrasto al disagio abitativo e gestione sicura delle risorse idriche. La dotazione complessiva sale a 5,7 miliardi di euro. La scadenza finale del programma si sposta dal 31 dicembre 2029 alla fine del 2030.