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il giallo

«Il ministro degli esteri iraniano ha chiesto asilo negli Usa», le voci su Araqchi che agitano i corridoi di New York

Il presunto strappo del ministro iraniano raccontato dalle indiscrezioni americane dopo il blocco dei negoziati. Ma al momento sono solo indiscrezioni senza alcun conferma ufficiale

04 Ottobre 2026, 00:52

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«Il ministro degli esteri iraniano ha chiesto asilo negli Usa», le voci su Araqchi che agitano i corridoi di New York

Una voce si sta diffondendo nei circoli politici di Washington, secondo cui il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, avrebbe chiesto asilo politico negli Stati Uniti. Si tratta però di una notizia non corroborata da elementi verificabili.

Si tratta di un rumor nato ai margini dell’81ª Assemblea generale dell’ONU a New York e poi amplificato online. A dare cassa di risonanza alla voce è stato Mark Dubowitz, amministratore delegato della Foundation for Defense of Democracies (FDD), think tank di Washington da anni fautore di una linea di massima pressione sulla Repubblica islamica.

Dubowitz ha pubblicato sulla piattaforma X un messaggio formulato in termini puramente ipotetici: “Se le notizie sono vere”, Araqchi avrebbe inoltrato richiesta di protezione alle autorità statunitensi. Da questo presupposto non confermato, Dubowitz ha tratto una lettura politica secondo cui ai vertici del regime di Teheran serpeggerebbe il timore per la tenuta del sistema e per possibili responsabilità penali relative a crimini commessi. Dubowitz però non ha citato agenzie ufficiali, documenti governativi né dichiarazioni di funzionari americani o iraniani.

Al momento, nessun grande media internazionale con fonti dirette nei colloqui ha avvalorato la notizia, che non è stata neppure oggetto di smentite puntuali da parte di Teheran. La permanenza di Araqchi negli Stati Uniti si inserisce nella cornice diplomatica delle Nazioni Unite e nei colloqui indiretti tra Washington e Teheran, mediati dal Qatar. Sul tavolo negoziale figuravano dossier di primaria importanza: la riapertura dello Stretto di Hormuz, possibili opzioni per un cessate il fuoco e gli sviluppi del programma nucleare iraniano. Il confronto si è però arenato. Come riportato da Axios e dal Jerusalem Post, a seguito dello stallo il segretario di Stato americano Marco Rubio avrebbe chiesto alla delegazione iraniana, incluso Araqchi, di lasciare il territorio statunitense. Il ministro ha quindi abbandonato New York in direzione Doha; il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha precisato che il soggiorno nell’area dell’East River non prevedeva proroghe e che il rientro era già calendarizzato. Quanto alla presenza di agenti statunitensi al seguito del ministro durante la missione, si è trattato di una misura ordinaria: il Dipartimento di Stato ha assegnato alla delegazione una scorta del Diplomatic Security Service esclusivamente per ragioni di sicurezza, senza alcun legame con procedure di asilo o protocolli di protezione per rifugiati.