giudiziaria
Caso Sangiuliano: registrazione privata con il ministro diventa pubblica, Boccia e Tarallo a giudizio
L'accusa è di interferenze illecite, l’accusa parla di minacce per ottenere la registrazione mentre la difesa sostiene che tutto è già pubblico
La Procura di Roma ha emesso decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Maria Rosaria Boccia, imputata insieme a Carlo Tarallo per la presunta diffusione illecita della registrazione di una conversazione privata tra l’allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie, Federica Corsini.
L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre davanti al Tribunale di Roma.
A entrambi è contestato, in concorso, il reato di interferenze illecite nella vita privata, con riferimento alla presunta divulgazione di un dialogo registrato senza titolo.
Secondo quanto si legge nel decreto di citazione a giudizio, Boccia e Tarallo «diffondevano frammenti della registrazione della conversazione intrattenuta» tra Sangiuliano e la consorte nella loro abitazione privata, «nel corso della quale egli confessava alla moglie la relazione extraconiugale con Boccia».
La registrazione, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata procurata da Boccia «indebitamente avendo imposto a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro», per poi pubblicarne estratti «sui canali social Facebook ed Instagram» di una testata locale e sul relativo sito web il 26 agosto scorso.
«Apprendiamo con immenso stupore quanto notificato in data odierna. All’esito delle indagine è stata prodotta una capillare memoria che probabilmente non è stata neanche letta. I frammenti diffusi nell’intervista presentavano il logo di una trasmissione televisiva (nella fattispecie Report) e di conseguenza erano all’epoca dei fatti reperibili in rete. L’unica condotta posta in essere da Boccia nel caso di specie è stata l’approvazione della collaborazione inviata dalla testata Anteprima 24 via social dell’intervista stessa, al pari di altri tantissimi utenti. Sarebbe ora che termini questo accanimento giudiziario. Ad ogni modo siamo certi che venga dimostrata l’assoluta assenza di responsabilità in capo alla nostra assistita nel corso del processo», dichiarano i legali di Boccia, gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi.