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Lo scenario

Trump, l'attacco al Venezuela, le minacce a Cuba e Colombia e la Machado bocciata: cosa ha detto il presidente Usa

La conferenza stampa a Mar-a-Lago ha rivelato i particolari dell'operazione militare che ha deposto Maduro

Fabio Russello

03 Gennaio 2026, 17:50

19:31

Trump: «L'attacco al Venezuela, un assalto come non se ne vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale»

Di fronte a un ristretto gruppo di giornalisti, nella residenza di Mar-a-Lago in Florida, il presidente Donald Trump ha illustrato i dettagli dell’operazione che avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Un’azione che il capo della Casa Bianca ha definito una prova storica della potenza militare di Washington e della sua capacità di condurre interventi complessi, rivolgendo ripetuti ringraziamenti alle Forze armate statunitensi.

"Questa è stata una delle dimostrazioni di potenza e competenza militare americana più straordinarie, efficaci e incisive nella storia degli Stati Uniti, dalla Seconda guerra mondiale", ha dichiarato, precisando che nell’azione sono state impiegate unità aeree, terrestri e navali. Secondo Trump, le difese venezuelane sarebbero state neutralizzate in tempi rapidi.

Il tycoon ha ribadito che Maduro è stato catturato nel cuore della notte insieme alla moglie, Celia Flores, senza possibilità di fuga. Il leader venezuelano è già stato incriminato presso il tribunale federale del Distretto meridionale di Manhattan per narcotraffico e terrorismo, oltre che per possesso di armi ed esplosivi.

Il presidente ha inoltre sottolineato che servirà tempo per una fase di transizione, necessaria a ricostruire le infrastrutture, con un riferimento esplicito al settore petrolifero. Alla domanda se fosse in contatto con la leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, Trump ha negato, aggiungendo che la premio Nobel non "ha il sostegno e il rispetto necessari" per guidare il Paese.

Il presidente ha riferito che Washington era pronta a colpire di nuovo Caracas ma, alla luce dell’esito del primo raid, ciò non sarebbe più necessario. A suo dire, il Venezuela smetterà di soffrire, mentre Maduro — accusato di essere a capo del Cartello dei Soli — dovrà rispondere alla giustizia americana. Trump ha parlato di una futura "partnership" tra Stati Uniti e Venezuela che renderebbe i venezuelani "ricchi, indipendenti e sicuri".

"Se vivessi all’Avana e fossi al governo, sarei preoccupato" ha poi aggiunto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Finiremo per parlare di Cuba perché Cuba è una nazione che sta fallendo in questo momento, una nazione che sta fallendo molto gravemente. "E vogliamo aiutare il popolo", ha risposto il presidente. "È una situazione molto simile, nel senso che vogliamo aiutare il popolo a Cuba, ma vogliamo anche aiutare le persone che sono state costrette a lasciare Cuba e che vivono in questo Paese."

Trump ha poi interpellato Rubio, figlio di esuli cubani, il quale ha ribadito che "quando il presidente parla, bisogna prenderlo sul serio", prima di sottolineare che se fosse parte del governo cubano, sarebbe preoccupato.

Con un monito perentorio, Donald Trump ha poi messo in guardia il presidente colombiano Gustavo Petro: "Stia attento a non farsi beccare". "Produce cocaina, la manda negli Stati Uniti, quindi stia attento a non farsi beccare", ha affermato il presidente americano durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago.

Quanto al destino di Maduro, ha confermato che lui e sua moglie si trovano a bordo della nave militare statunitense USS Iwo Jima, in rotta verso New York. I fedelissimi del leader venezuelano, ha avvertito, affronteranno la stessa sorte se non rinunceranno alle pretese di continuare a governare.

Sul fronte energetico, Trump ha confermato che l’embargo sul greggio venezuelano resta in vigore. "L’Armata americana rimane schierata in posizione, e gli Stati Uniti mantengono tutte le opzioni militari a disposizione finché le richieste statunitensi non saranno state pienamente soddisfatte", ha puntualizzato.

Anche il segretario per la Guerra, Pete Hegseth, ha commentato l’intervento, definendolo un esempio di “pace attraverso la forza” e sostenendo che gli Stati Uniti sono tornati sulla scena internazionale.

Il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore congiunto, ha reso noto che l’operazione è stata battezzata "Absolute Resolve" ("Risoluzione Assoluta") e ha richiesto mesi di preparazione e coordinamento tra diverse componenti delle Forze armate e le strutture d’intelligence, inclusa la CIA. "Abbiamo atteso e siamo rimasti pazienti", ha affermato. Più di 150 aerei, decollati da varie località dell’emisfero settentrionale, avrebbero disabilitato le capacità venezuelane e assicurato il successo della missione di estrazione di Maduro, consentendo agli elicotteri di raggiungere in sicurezza l’obiettivo.

I militari coinvolti, ha precisato Caine, avevano tra i 20 e i 49 anni. "Uno dei nostri aerei è stato colpito, ma è rimasto in grado di volare", ha aggiunto. "Nessun soldato americano è rimasto ucciso" durante l’azione, ha detto Trump, annunciando che gli Stati Uniti controlleranno il Venezuela fino a garantire una transizione di potere "appropriata". "Governeremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura, adeguata e giusta", ha sostenuto, senza chiarire nel dettaglio le modalità operative. "Non possiamo rischiare di lasciare che qualcun altro gestisca la situazione", ha insistito.

Interpellato dai cronisti, non ha escluso l’invio di truppe all’interno del territorio venezuelano come forza di sicurezza e ha spiegato che il Paese sarà amministrato da un gruppo, senza precisarne la composizione. Figure venezuelane, insieme a Washington, guideranno la fase provvisoria; da parte statunitense, saranno coinvolti il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth.

Trump ha poi affermato che la vicepresidente Delcy Rodríguez sarebbe pronta a fare ciò che è necessario per "rendere il Venezuela grande di nuovo" e che Rubio starebbe trattando con lei, sebbene poche ore prima Rodríguez avesse denunciato l’azione militare americana e la cattura di Maduro. Rubio, intervenendo a sua volta, ha ricordato di aver offerto numerose opportunità a Maduro per farsi da parte. Il leader di Caracas, ha sostenuto, le ha respinte continuando ad agire come un criminale, arrestando cittadini statunitensi per usarli come pedine di scambio e aprendo le porte a attori ostili e antiamericani, come l’Iran. "Spero che la lezione sia stata appresa la scorsa notte", ha ammonito.

Il segretario di Stato ha infine spiegato che il Congresso è stato informato solo a operazione conclusa per non compromettere l’esito della missione. "Il Congresso ha la tendenza a far trapelare informazioni", ha rimarcato Trump, aggiungendo: "Sapevano che stavamo arrivando".