×
☰

il blitz

Vasta operazione antimafia tra Catania e Siracusa, 25 arresti. Fra gli indagati i nipoti di un boss dei Santapaola, tutti i nomi

Accusati di associazione mafiosa. Sequestro di complessi aziendali, beni immobili e mobili per circa 5,5 milioni

24 Settembre 2026, 07:43

14:41

Vasta operazione antimafia tra Catania e Siracusa, 25 arresti. Fra gli indagati i nipoti di un boss dei Santapaola

Una vasta operazione antimafia è scattata all’alba di oggi. Sono scattati 25 arresti, eseguiti dal Gico della guardia di finanza di Catania e dai carabinieri di Siracusa nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catania. Coinvolti nell’esecuzione del blitz anche i militari del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma. Il giudice per le indagini preliminari di Catania ha disposto misure cautelari personali nei confronti di 25 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso, dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, illecita detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, percosse, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, riciclaggio, rapina, traffico organizzato di sostanze stupefacenti e spaccio, reati con l’aggravante, per alcuni indagati, dell’agevolazione mafiosa.

Un’alleanza criminale radicata tra le province di Catania e Siracusa, in grado di soffocare l’economia legale e controllare il territorio con metodi spietati. È il quadro dell’operazione antimafia condotta dai Carabinieri di Siracusa e dalla Guardia di Finanza di Catania, che ha portato all’esecuzione di venticinque misure cautelari. Al centro dell’inchiesta il clan Nardo di Lentini, storicamente legato alla famiglia di Cosa Nostra Santapaola-Ercolano.

I clan avevano allungato le mani sulla filiera agroalimentare, condizionando il trasporto e la commercializzazione degli agrumi, imponendo la guardiania abusiva alle imprese edili e persino controllando lo smaltimento dei residui delle arance. Non solo estorsioni e appalti. Le indagini hanno svelato un secondo gruppo criminale dedicato al traffico transnazionale di droga, con ingenti importazioni di cocaina, marijuana e hashish dalla Spagna. A testimoniare la pericolosità del sodalizio, anche la brutalità dei metodi: dall’incendio di escavatori nei cantieri stradali, fino al mettere tra le mani di un bambino di 5 anni una pistola.

L'imponente blitz, che ha visto impiegati oltre 250 militari con elicotteri e unita cinofile, ha colpito anche il cuore economico del sodalizio: eseguito infatti un sequestro preventivo di beni, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 5,5 milioni di euro. Fondamentali la collaborazione iniziale di un collaboratore di giustizia, che bene conosceva l’attività del clan Nardo.

Il procuratore Francesco Curcio: “Un’operazione che inquieta. Abbiamo scoperto che erano ancora in essere estorsioni che erano emerse addirittura in indagini di 30 e 40 anni fa”. Il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita ha evidenziando l'evoluzione dei sistemi di estorsione e di infiltrazione dell'economia legale. Il pm Fabrizio Aliotta ha evidenziato che uno dei filoni investigativi è nato dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. 
Eseguito anche un decreto del gip di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di complessi aziendali, quote societarie, beni immobili e mobili registrati oltre alle disponibilità finanziarie per un valore stimato complessivo di circa 5,5 milioni di euro. 

L’inchiesta della Dda di stamattina ha riportato in carcere elementi storici del clan Nardo di Lentini, da sempre alleati con la famiglia catanese di Cosa Nostra. Accusati di droga, con l’aggravante mafiosa, Dario Vacante e Davide Musumeci, nipoti (il secondo acquisto) di Roberto Vacante, boss di rilievo del clan Santapaola-Ercolano (che però è assolutamente estraneo a quest’indagine).