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il risiko bancario

Intesa Sanpaolo alza la posta su Mps: rilancio cash e ultimatum prima dell'assemblea, sul piatto 0,25 euro in più in contanti

Cda straordinario di Cà de Sass contro il piano difensivo di Lovaglio prima dell'assemblea del 29 ottobre

03 Ottobre 2026, 22:24

22:30

Intesa Sanpaolo alza la posta su Mps: rilancio cash e ultimatum prima dell'assemblea, sul piatto 0,25 euro in più in contanti

Intesa Sanpaolo rompe gli indugi e, con un consiglio di amministrazione straordinario, mette a nudo le criticità del piano difensivo messo a punto dai vertici di Monte dei Paschi di Siena. Contestualmente, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina aumenta la componente in contanti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sul Monte, aggiungendo 0,25 euro per ciascuna azione Mps. La decisione arriva a poche settimane dalla cruciale assemblea degli azionisti del Monte, fissata per il 29 ottobre, e precede la diffusione delle raccomandazioni di voto dei proxy advisor, indicazioni cui i fondi d’investimento tendono tradizionalmente ad attenersi.

Sul piano economico, l’operazione annunciata a giugno prevedeva una valorizzazione dei titoli Mps pari a 10,091 euro ciascuno, mediante un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e 1,00 euro in contanti per ogni azione del Monte, con un premio del 12,5%. Portando la quota cash a 1,25 euro, l’offerta raggiunge, in caso di adesione totale, un controvalore di 31,4 miliardi di euro: 27,6 miliardi in carta e 3,8 miliardi in contanti. La banca milanese ha precisato che il rapporto di cambio sarà adeguato qualora venga distribuito l’acconto sul dividendo 2026.

Il consiglio di amministrazione di Ca’ de Sass ha poi fissato un ultimatum privo di ambiguità: l’offerta su Mps diverrà inefficace se l’assemblea del 29 ottobre approverà anche uno solo dei punti all’ordine del giorno legati al piano difensivo sostenuto dall’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio. In tale evenienza, Intesa Sanpaolo non rinuncerà alle condizioni di efficacia, ma dichiarerà formalmente il mancato avveramento delle stesse. Nelle intenzioni del gruppo, la prossima assise senese assume i contorni di un vero e proprio “referendum”: da un lato l’incertezza legata al progetto del Monte, dall’altro la proposta di Intesa Sanpaolo, ritenuta in grado di generare valore significativo, immediato e sostenibile per tutti gli azionisti e di valorizzare la città di Siena.

Il documento approvato dal board di Intesa analizza inoltre le contromosse predisposte da Mps e all’ordine del giorno del 29 ottobre: l’autorizzazione a due offerte pubbliche di scambio su Banca Generali e Banco Bpm, oltre al trasferimento a favore del Monte della quota del 13% di Assicurazioni Generali oggi in capo a Mediobanca. Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, il progetto non riconosce alcun premio agli azionisti delle società target, configurandosi anzi a sconto. Viene inoltre sottolineata una struttura complessa, segnata da incertezze, sinergie difficili da realizzare e rilevanti rischi esecutivi, valutazioni in linea con i giudizi espressi da settimane da diversi analisti di mercato.

Le Ops prospettate da Siena si scontrano anche con resistenze esterne. L’iniziativa su Banco Bpm, priva di premio per i soci, ha incontrato la freddezza di Crédit Agricole, primo azionista dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna con circa il 30% del capitale. La banca francese ha più volte ribadito di considerare prioritaria, in termini strategici, la fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. Sul fronte di Banca Generali, l’esito dipende dalle determinazioni di Assicurazioni Generali, azionista di maggioranza della società triestina con il 50,17%.

Il Leone di Trieste ha rinviato ogni decisione a dopo i risultati dell’assemblea senese del 29 ottobre. Infine, in risposta alle sollecitazioni degli enti locali, Intesa Sanpaolo ha riaffermato l’impegno a sostenere il territorio con iniziative concrete, finalizzate a promuovere lo sviluppo economico e sociale della città di Siena e dell’intera Toscana.