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l'attualità delle tragedie

Il naufragio dei Tiranni: a Siracusa i "Persiani" raccontano il crollo dei regimi

Pianificata tre anni fa, risuona oggi con una profezia dirompente. La regia di Àlex Ollè scava nello smarrimento dei governanti di fronte alla sconfitta, portando al Teatro Greco l'eterna illusione della perpetuità del potere in un mondo segnato da nuove macerie

04 Marzo 2026, 15:49

Il naufragio dei Tiranni: a Siracusa i "Persiani" raccontano il crollo dei regimi

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Dalla disfatta del potere alla forza del sacrificio femminile, passando per lo scontro eterno tra etica e Stato, la nuova stagione della Fondazione INDA si annuncia come un viaggio profondo tra le pieghe dell'attualità attraverso la lente dei classici. Presentato in conferenza stampa dalla consigliera delegata Marina Valensise, il cartellone 2026 vanta un manifesto firmato dal maestro Michelangelo Pistoletto e punta a superare lo straordinario record di 172 mila presenze registrato lo scorso anno.

Il prologo dedicato ai giovani e il ritorno dell'Iliade

La stagione si apre con un omaggio alle nuove generazioni. Dal 13 al 16 aprile, l’Iliade di Giuliano Peparini tornerà in scena in anteprima per le scuole, coinvolgendo gli allievi dell'Accademia dell'INDA e della Peparini Academy. Il presidente della Fondazione e sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha definito l'iniziativa come un progetto di giovani per i giovani. L’opera tornerà poi in versione integrale dal 14 al 27 giugno, vedendo il ritorno di Vinicio Marchioni nel ruolo dell'Aedo e di Giuseppe Sartori in quello di Achille, con le musiche curate da Beppe Vessicchio.

Il trittico delle tragedie tra amore e politica

Il debutto ufficiale della stagione è fissato per l’8 maggio con l’Alcesti di Euripide, diretta da Filippo Dini e tradotta da Elena Fabbro. La messa in scena si avvale delle musiche dal vivo di Paolo Fresu e propone una riflessione sul sacrificio e sull'evoluzione della figura femminile nella storia. Dini, che interpreterà anche il ruolo di Ferete, esplora la capacità della donna di tornare indietro dall'orrore per affrontare l'oggetto del suo infinito amore.

Il 9 maggio sarà invece la volta dell’Antigone di Sofocle, con la regia di Robert Carsen e la traduzione di Francesco Morosi. Quest’opera chiude il personale viaggio tebano del regista dopo l’Edipo Re e l’Edipo a Colono, concentrandosi sul conflitto tra moralità individuale e autorità statale. Carsen sottolinea come ogni generazione legga in modo diverso questa sfida, incontrando ancora oggi politici che cercano di governare attraverso la paura.

Infine, dal 13 giugno, andranno in scena i Persiani di Eschilo nella traduzione di Walter Lapini. La regia di Àlex Ollè legge la più antica opera teatrale giunta a noi integralmente attraverso la chiave dell’illusione della perpetuità del potere. Sebbene la rappresentazione sia stata pianificata tre anni fa, il racconto dello smarrimento di un popolo di fronte a una sconfitta brutale risuona oggi con una forza profetica e inaspettata.

Una tradizione proiettata nel futuro

In un messaggio scritto, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha lodato la capacità dell'istituto di custodire e far rivivere un elemento essenziale della nostra tradizione. Un impegno che si riflette anche nel sociale: il direttore generale Gigi De Palo ha infatti confermato che, grazie al progetto "Tra palco e realtà", gli studenti di Roma e del Lazio potranno accedere gratuitamente ai biglietti offerti dalla Fondazione, consolidando il legame tra il teatro antico e il pubblico di domani.