Servizio idrico
Siracusa, emergenza acqua senza fine: rete colabrodo e guasti continui
Blackout elettrici e rotture delle condotte lasciano interi quartieri senz’acqua. Sullo sfondo, dispersioni al 67%, finanziamenti persi e attesa per il piano di ammodernamento
Nella spesa di ogni siracusano non manca mai una confezione d’acqua per bere (e cucinare). E adesso anche una – magari più economica - per lavarsi. È ben oltre i limiti della sopportazione quello che sta accadendo in città, da almeno un anno. Ogni giorno manca l’acqua, in almeno due rioni. Negli ultimi tre giorni è toccato a Ortigia, Borgata e parte di Neapolis fino alla zona di corso Gelone. Il giorno prima a tutta la zona alta. E in alcune zone, come via Forlanini, ieri mattina non era ancora tornata, tanto da indurre i cittadini a richiedere ai vigili l’intervento di un’autobotte pubblica. L’estate è andata come sappiamo, con l’autobotte della Protezione civile a trapuntare il paesaggio, perlopiù ortigiano, ma anche centinaia di autobotti private a rifornire (a pagamento) gli esercizi commerciali. Ed è (quasi) inutile elencare le motivazioni quotidiane (anche se lo faremo più sotto), che parlano di guasti alle condotte, autonomi o causati dai colpi d’ariete per l’intermittenza di blackout elettrici, se si perde di vista il quadro generale.
Il quadro generale è una rete malridotta; dispersioni idriche che in città toccano il 67 percento: questi non sono solo dati statistici, che oramai conosciamo a memoria, rilanciati da Istat e che La Sicilia riporta dal 2020, ma sono un fatto oggettivo all’origine di quanto esploso perlopiù nell’ultimo anno. A questo va aggiunto il ritardo nell’affidamento del servizio idrico a un gestore unico, che è valso il commissariamento dell’Ati, deficit che ha fatto perdere milioni di euro di finanziamenti pubblici (utili proprio per rimodernare la rete).
Ora il gestore unico c’è, la società mista Aretusacque (51% i Comuni; 49% Acea), i cui operai (che sono gli stessi di Siam) si trovano quotidianamente a tappare buchi, esattamente come facevano negli ultimi mesi con il precedente gestore. Riguardo agli investimenti sulla rete: nessun cronoprogramma è stato reso pubblico, nonostante le richieste, al gestore e al presidente dell’Ati (Francesco Italia), di più associazioni, da Ortigia cittadinanza resistente al Forum per l’Acqua pubblica.
Comunicazione puntuale, invece, riguardo ai guasti quotidiani. Sull’ultimo disservizio: neanche il tempo di riparare il guasto e riattivare “il sistema di pompaggio dalla centrale Dammusi al serbatoio Teracati”, riportando (nella notte di venerdì) l’acqua nelle case di Borgata, Ortigia, corso Gelone, che nella mattinata “tre blackout”, provocavano “l’arresto degli impianti di sollevamento idrico” e “un guasto su una condotta di adduzione”. Risultato: tornavano a secco gli stessi rubinetti di prima. In questo quadro, si può comprendere come l’annuncio del deposito cauzionale nelle bollette (benché legittimo per Aretusacque) abbia fatto saltare i nervi.