il caso
Rifiuti, Ris.Am nel mirino della Procura: nominato un amministratore
Un’interlocuzione informale conferma il sequestro. L’assessore Aloschi: tutelare al 100 per cento i lavoratori e assicurare la regolarità del servizio
Non è ancora pubblica la sua identità, ma è certo che il tribunale di Nocera Inferiore abbia nominato un amministratore giudiziario, dopo il sequestro preventivo che avrebbe colpito anche la gestione societaria e dei beni della società Ris.Am. che, tra le altre cose, è l’attuale gestore del servizio di Igiene urbana del nostro comune. Il provvedimento, disposto dal tribunale su richiesta della Procura campana, è una di quelle disposizioni giudiziarie sancite per garantire la continuità aziendale dei servizi, nel nostro caso di Igiene urbana, e tutelare il valore della società coinvolta, nel corso delle indagini. Ma è anche la prima conferma che giunge a Palazzo Vermexio, del coinvolgimento dell’attuale gestore del servizio Rifiuti nell’operazione di cui si parla da qualche giorno in città, da informazioni attinte dalle cronache giudiziarie campane. Le notizie arrivate sinora, infatti, di società finite sotto sequestro, nel settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti, portavano alle “nostre” Tekra – che nel 2020 si aggiudicò l’appalto – e Ris.am, che nel febbraio scorso è subentrata per aver stipulato, con Tekra, l’affitto di questo ramo d’azienda.
Fino a venerdì nessun contatto, né atto ufficiale, che costituisse conferma di questo macigno sul maggiore dei servizi pubblici era giunto al Comune. Ieri, invece, è arrivata la conferma di una telefonata proprio tra l’amministratore giudiziario di Ris.am, nominato dal tribunale, e gli uffici di Palazzo Vermexio. Contatto ufficioso, che tuttavia conferma il sequestro di cui è oggetto Ris.am. La prossima settimana, forse anche domani, arriverà una missiva dall’amministratore nominato dal tribunale, che metterà il Comune in condizione di avere le coordinate per continuare il rapporto contrattuale. «Nel frattempo il servizio si svolgerà regolarmente», ha assicurato l’assessore Luciano Aloschi. Che ha aggiunto: «L’amministrazione è orientata principalmente verso la tutela, al 100 percento, dei lavoratori e ad assicurare la regolarità del servizio».
Reazioni dalla politica e dal mondo sindacale. Riguardo alla prima, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune, Paolo Cavallaro, promotore già di un’interrogazione che vedrà l’amministrazione in aula mercoledì: «La nomina dell’amministratore giudiziario – ha detto - a mio avviso può essere un’opportunità, a tutela della città e dei lavoratori. Ciò che è prioritario è tutelare i lavoratori, che stanno subendo ingiustizie inaccettabili, con trattenute per cessione del quinto fatte due volte, una da Tekra e una da Ris.am, e garantire la continuità del servizio magari migliorandolo».
Dal mondo sindacale interviene il segretario generale della Cgil Franco Nardi: «Da quello che si legge e di cui attendiamo conferma, un sequestro sull’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta desta enorme preoccupazione. Intanto – spiega - perché ci ritroviamo a operare in città sull’appalto pubblico più grosso, con una società messa sotto torchio dalla magistratura. Un servizio che coinvolge 250 dipendenti ed è il più importante e direttamente correlato a eventuali risvolti igienico sanitari della città. E non ci possiamo permettere una sospensione del servizio. Suona rassicurante – prosegue Nardi - che il tutto sia stato messo nelle mani di un amministratore giudiziario: questo ci mette nelle condizioni di capire quali siano i dettagli della questione e di incontrarlo immediatamente, per capire in che modo può proseguire il servizio. Ci aspettiamo che adesso l’amministrazione, che mi sembra un po’ silente, si comporti in maniera più attenta di quanto fatto sinora. Stiamo parlando di tanti soldi pubblici, di circa 20 milioni di euro l’anno. Parliamo di un rischio che anche le casse del Comune rimangano coinvolte in questa vicenda».