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IL VULCANO

Etna, il pennacchio bruno-rossiccio spiegato dall'Ingv: «È la fase di svuotamento del condotto, non nuovo magma»

Restrizioni ai voli su Catania fino alle 23. Il vulcanologo Marco Neri: fenomeno simile a quello del 2018-2019

25 Settembre 2026, 18:37

Etna, il pennacchio bruno-rossiccio spiegato dall'Ingv: «È la fase di svuotamento del condotto, non nuovo magma»

Il pennacchio bruno-rossiccio sull'Etna questa mattina (foto Alfio Landro)

Da alcune settimane il cratere di Nord-Est dell'Etna emette in modo discontinuo un pennacchio gassoso dal colore bruno-rossiccio, diventato particolarmente evidente ieri e oggi. Il fenomeno - che ha portato l'Ingv Osservatorio Etneo a emettere un Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) di colore rosso, il livello massimo di allerta per l'aviazione – ha imposto nuove restrizioni al traffico aereo sull'aeroporto di Catania: il Nucleo di coordinamento operativo ha confermato il tetto di 10 atterraggi l'ora, contro i 12 previsti in piena operatività, in vigore fino alle 23 di oggi, in seguito alla proroga della chiusura del settore aereo B1 sopra il vulcano.

A spiegare cosa sta accadendo nel sistema sommitale del vulcano è il vulcanologo dell'Ingv Marco Neri, in un'analisi pubblicata sul blog Ingvvulcani. Secondo Neri, il pennacchio va inserito nella fase post-eruttiva che segue l'intensa attività di luglio-agosto, quando il cratere Voragine aveva prodotto esplosioni frequenti e colate laviche, alimentate anche da un sistema di fessure propagatosi verso la Valle del Bove fino a circa 1900 metri di quota.

Durante quella fase eruttiva, spiega il vulcanologo, parte della lava della Voragine è scivolata per giorni all'interno del condotto del cratere di Nord-Est senza riuscire a colmarlo, rivestendone le pareti interne di scorie, vetri vulcanici e materiale ossidato. Quel flusso lavico tra i due crateri è rimasto attivo fino al 19 agosto, per poi arrestarsi e passare in fase di raffreddamento.

È a partire dal 24-25 agosto che il tremore vulcanico ha iniziato a mostrare un calo significativo, con un abbassamento dei centroidi tra 1800 e 3000 metri sul livello del mare. Un dato compatibile, secondo Neri, con una riduzione della spinta magmatica nel sistema di alimentazione e un progressivo calo della colonna di magma nel condotto del Cratere di Nord-Est. In queste condizioni il degassamento diventa meno energetico ma più efficace nel mobilizzare il materiale incoerente accumulato: il flusso di gas che risale riesce comunque a erodere le pareti del condotto e a trascinare in atmosfera le particelle solide depositate.

La colorazione bruno-rossiccia, chiarisce il ricercatore, è dovuta alla presenza di particelle fortemente alterate chimicamente, ricche di ossidi di ferro e frammenti vetrosi deteriorati: si tratterebbe quindi di residui delle colate e delle scorie accumulate nel condotto durante l'estate, e non della frammentazione di nuovo magma. L'esposizione a gas magmatici corrosivi come anidride solforosa, acido cloridrico e acido fluoridrico accelera la trasformazione delle rocce laviche in argilla in tempi molto brevi – un processo coerente, scrive Neri, con una fase di "svuotamento" del sistema di conduzione, segnata da erosione e pulizia delle pareti del condotto.

Il vulcanologo ricorda che una dinamica simile si era già osservata dopo l'eruzione laterale del dicembre 2018, quando per diverse settimane i crateri di Nord-Est e Bocca Nuova emisero cenere praticamente identica a quella di questi giorni. Non è escluso, avverte Neri, che l'attuale fase di "pulizia" del condotto possa anche costituire una transizione verso una nuova fase di attività, se il sistema magmatico dovesse tornare a pressurizzarsi. Nelle prime settimane di settembre, peraltro, si è riattivato anche il cratere a pozzo della Bocca Nuova, con modeste attività stromboliane tra il 15 e il 18 settembre e emissioni discontinue di cenere.

Nel frattempo, sul fronte operativo, il tremore vulcanico resta su valori medio-bassi e l'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania continua a essere operativo, seppure con capacità ridotta per le restrizioni sullo spazio aereo B1.