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il caso

Cgil Siracusa contro il vicepremier Tajani: «La serietà non si misura dalla gonna»

Il sindacato contesta le parole del ministro sulle donne «meno appariscenti»: «La dignità non dipende dall'abbigliamento»

23 Settembre 2026, 09:12

09:20

Cgil Siracusa contro il vicepremier Tajani: «La serietà non si misura dalla gonna»

«La serietà di una donna non si misura dalla lunghezza della gonna». La Cgil di Siracusa e il Coordinamento Donne Cgil intervengono sulle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, contestando il riferimento alla presunta maggiore affidabilità delle donne «meno appariscenti» e con la «gonna un po’ più lunga».

Per il sindacato siracusano non si tratterebbe di una semplice battuta, ma del ritorno nel dibattito pubblico di uno stereotipo che, secondo la Cgil, dovrebbe appartenere al passato. «La serietà di una donna non sta nella lunghezza della sua gonna. La sua dignità non dipende da quanto è appariscente. La sua affidabilità non si misura dal suo abbigliamento», si legge nella nota firmata dalla Cgil Siracusa e dal Coordinamento Donne, Yvonne Motta e Adriana Drago.

Nel comunicato viene rivendicata la libertà delle donne di scegliere «come vestirsi, come vivere, chi amare, se sposarsi o non sposarsi, se avere figli oppure no», sottolineando che nessuna di queste scelte dovrebbe determinare il valore di una persona.

La Cgil giudica inoltre particolarmente grave che dichiarazioni di questo tipo provengano, secondo il sindacato, da un rappresentante delle istituzioni e da un ministro della Repubblica. «Viviamo ogni giorno le conseguenze concrete di una cultura che giudica le donne, ne limita la libertà e continua a pretendere da loro comportamenti diversi da quelli richiesti agli uomini», afferma la nota.

Il sindacato collega quindi il tema degli stereotipi alle condizioni delle donne nel mondo del lavoro, richiamando discriminazioni, differenziali salariali, difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro e penalizzazioni legate alla maternità.

Un passaggio riguarda anche la violenza di genere. Per la Cgil, «non nasce dai vestiti di una donna, dalla sua bellezza o dal suo comportamento», ma da una cultura di possesso e controllo che deve essere contrastata.

Da qui l'appello conclusivo: «Basta giudicare le donne dalla lunghezza della gonna». Secondo la Cgil, la politica dovrebbe concentrarsi sulla garanzia di «libertà, diritti, lavoro, autonomia economica, sicurezza e pari opportunità», piuttosto che stabilire quale abbigliamento renda una donna più o meno «seria».

«La serietà non si misura in centimetri. La dignità non ha una taglia. La libertà non ha una gonna», conclude il documento.