Il caso
Spadafora, in corso le verifiche antimafia della Commissione prefettizia
L'indagine è aperta con l'obiettivo di accertare eventuali infiltrazioni criminali
Si apre una nuova e delicata fase per il Comune di Spadafora. Nella mattinata di ieri, si è insediata la Commissione d’indagine nominata dal prefetto di Messina, Cosima Di Stani, previa delega del ministro dell’Interno, con il compito di verificare l’eventuale presenza di forme di infiltrazione o condizionamento mafioso nell’amministrazione comunale del centro tirrenico. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. La Commissione potrà avvalersi di un apposito Nucleo di supporto composto da personale delle forze di polizia. L’accesso ispettivo avrà una durata iniziale di tre mesi, con la possibilità di una proroga per ulteriori tre.
L’avvio delle verifiche arriva in un momento particolarmente delicato per la vita politica e amministrativa della cittadina tirrenica. Il sindaco Lillo Pistone, precedentemente sospeso dal prefetto nell’ambito delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto, ha rassegnato le proprie dimissioni, spiegando di aver compiuto una scelta nell’interesse della comunità. Scelta successivamente condivisa anche dalla maggioranza consiliare del gruppo “Rinasce Spadafora”.
Decisione arrivata nelle scorse settimane e definita «estremamente sofferta e ponderata», spiegando che il mutato quadro politico-istituzionale avrebbe fatto venir meno le condizioni necessarie per garantire continuità, efficacia e piena operatività all’azione amministrativa. Ora l’attenzione si sposta sull’attività della Commissione d’indagine, chiamata ad accertare la situazione dell’ente.