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La situazione

Bolgia in aeroporto a Catania tra voli bloccati, bivacchi, file e imprecazioni: "Etna dovrebbe essere normalità non più emergenza"

Viaggiatori stanchi e irritati per le conseguenze dell'eruzione sull'attività dello scalo catanese la cui gestione viene attaccata

08 Agosto 2026, 12:15

16:17

Bolgia in aeroporto a Catania tra voli bloccati, bivacchi, file e imprecazioni: "Etna dovrebbe essere normalità non più emergenza"

L'Etna mette in crisi l'aeroporto di Catania. Ancora una volta e ancora in piena estate, quando dallo scalo Bellini di Fontanarossa passano, tra arrivi e partenze, migliaia di persone. Disagi inevitabili, lamentele pure. Ma il punto è il primo: il vulcano non si può certamente "spegnere" a comando, né è possibile prevenire un'eruzione o un'emissione di cenere, ma i disagi che ne derivano, quelli sì, per i tanti viaggiatori che si ritrovano nel "girone dantesco" dei ritardi o peggio ancora delle cancellazioni, si potrebbero prevenire per tempo. Da ieri la Sac, società di gestione dell'aeroporto catanese, emette bollettini per informare sulle chiusure e riaperture dei voli: e se fino a ieri era possibile partire ma non atterrare, oggi le partenze sono completamente bloccate e gli arrivi sono dirottati in altri scali. Uno stop and go che fa infuriare gli utenti, viaggiatori e non. 

"Chiamare emergenza quello che ormai anche i più imbecilli tra gli imbecilli hanno capito essere normalità, visto che l'Etna, a differenza del Vesuvio, è sempre stato un vulcano attivo! Vergogna!". I responsabili del mancato potenziamento dell'aeroporto di Comiso dovrebbero dimettersi immediatamente".

Sui social, anche sulla pagina Facebook dello stesso aeroporto di Catania, c'è chi non le manda a dire. I messaggi sono più o meno tutti di quel tenore con il racconto in alcuni casi della propria esperienza.

Anche l'imprenditrice catanese, ed ex assessore del Comune di Catania, Barbara Mirabella si sfoga sul web per il ritorno incerto del marito, partito all'alba di oggi da Barcellona.

"Il problema è ritrovarsi con un Paese praticamente in tilt: connessioni bloccate, informazioni discordanti, voli e soluzioni alternative introvabili. Tutto pieno per Catania, con qualunque mezzo. Tutto pieno per Palermo. Tutto pieno per Comiso.

Macchine a noleggio? Finite. E così, mentre il nostro piano A, B, C, D… e probabilmente anche E saltano uno dopo l'altro, noi continuiamo a cercare una soluzione. Nel frattempo, mio marito è lì, in modalità “figlio disperso”, scrive Mirabella.

Sulla difficoltà di trovare trasporti alternativi, scrive anche qualcun altro: "Ma il problema principale è l’organizzazione che avete al di fuori dell’aeroporto, se dobbiamo sbarcare in un altro aeroporto, con i trasporti da medioevo e la viabilità sulle strade e ferrovie da terzo mondo, perdiamo giornate intere per fare pochi chilometri!"

C'è poi chi racconta di un articolato viaggio da Dublino durato 8 ore: "4 ore seduti in aereo senza destinazione, un'ora seduti in aereo a Palermo perché non c'era l'autobus che portasse i passeggeri al terminal. Al terminal bagni da terzo mondo, niente acqua aii distributori. Tre ore di attesa ai rulli per i bagagli. Ed in fine corsa ai bus come bestie. Arrivati a Catania alle 4 del mattino la gente era buttata strada strada senza re né regno".

Intanto si continua ad aspettare e a sperare intanto che la nube di cenere vulcanica si plachi e che di conseguenza in aeroporto, dove da ieri ci sono scene da bolgia tra bivacchi, imprecazioni e file ai bus, possa tornare la calma.