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Rivolta a Piazza Lanza, l'appello della Camera Penale di Catania: «Più misure alternative e meno sovraffollamento»
Le richieste e le proposte alla luce delle gravi criticità emerse nella struttura detentiva
Applicazione diffusa delle pene sostitutive e delle misure alternative alla detenzione, come previsto dalla recente riforma Cartabia, per ridurre la pressione sulle strutture penitenziarie, revisione della custodia cautelare in carcere, limitandola ai soli casi di effettiva necessità e incentivando l’uso delle misure extramurarie e un piano straordinario di ristrutturazione degli edifici carcerari, con priorità ai reparti più degradati.
Sono alcune delle richieste fatte dalla Camera Penale di Catania Serafino Famà, presieduta dall'avvocato Tommaso Tamburino, al Dap alla luce delle criticità emerse e della gravità di quanto accaduto ieri nel carcere di Piazza Lanza dove si sono registrati scontri tra i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria. Tra le proposte della Camera Penale c'è anche il potenziamento urgente dell’organico della Polizia Penitenziaria e degli operatori sanitari, con assunzioni straordinarie, il riconoscimento e rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e del personale penitenziario, anche attraverso un monitoraggio costante delle condizioni di detenzione e l’istituzione di un Osservatorio Permanente con il coinvolgimento di tutte le parti interessate.
«La rivolta alla Casa Circondariale di Piazza Lanza – spiega il direttivo della Camera Penale – è la conseguenza diretta di una crisi strutturale che investe l’intero sistema penitenziario catanese e nazionale. Il sovraffollamento, la carenza di personale, il degrado strutturale e sanitario, la presenza di detenuti psichiatrici senza adeguato supporto e l’inerzia istituzionale hanno creato le condizioni per l’esplosione di eventi violenti che mettono a rischio la sicurezza, la salute e la dignità di tutti i soggetti coinvolti».
La Camera Penale di Catania ribadisce con forza la necessità di «interventi urgenti, strutturali e coordinati, che agiscano sia sulla riduzione della popolazione detenuta che sul miglioramento delle condizioni materiali e relazionali, nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali. La crisi di Piazza Lanza non è un episodio isolato, ma il simbolo di una deriva che deve essere fermata con misure coraggiose e concrete, per restituire legalità, umanità e sicurezza alle carceri di Catania e di tutta Italia».
Ieri, dopo una lunga mediazione, la protesta dei detenuti è rientrata e sono stati liberati i due reparti che erano stati occupati. Il bilancio è stato di cinque poliziotti penitenziari trasportati in ospedale, mentre altri loro colleghi hanno riportato contusioni e ferite durante le operazioni di contenimento.

