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Servizio idrico

Rubinetti ancora a secco, esplode la rabbia di Ortigia

Dopo una breve ripresa dell'erogazione, la crisi torna a colpire famiglie e attività. Il Forum accusa gli amministratori di aver abbandonato la città

17 Luglio 2026, 06:45

06:50

Rubinetti ancora a secco, esplode la rabbia di Ortigia

Due passi avanti e uno indietro: prosegue così il percorso verso un ritorno alla normalità, nell’emergenza idrica che da una settimana sta colpendo soprattutto Ortigia, ma non solo, visto che residui di carenza si registrano anche nei piani alti di viale Zecchino e a Villaggio Miano.

I rubinetti di Ortigia, dai quali martedì e mercoledì ricominciava a sgorgare acqua decorosamente, ieri si sono in parte seccati, in parte il flusso è diminuito. «Alle 6 c’era, alle 10 non più e nel pomeriggio un barlume d’acqua esce dai rubinetti», racconta chi vive in via dei Tintori. Stessa cosa nei secondi piani di via Maestranza: «Dopo un risveglio ottimistico, alle 10 siamo di nuovo a secco». Poi i titolari dei bar della zona centrale di Ortigia: «L’acqua c’è, ma c’è un problema di pressione bassa». Il gestore ha diramato una nota. Ammesso che le perdite originarie, causate dalle intermittenti interruzioni di luce e dalle tubature fatiscenti, siano state riparate, che la conformazione altimetrica di Ortigia favorisca la formazione di sacche d’aria all’interno delle condotte e che il fenomeno richieda interventi specifici di spurgo e regolazione che può rallentare il ritorno a normali condizioni di pressione, come dice Aretusacque, va considerato che siamo all’ottavo giorno. Aretusacque ha invitato pure a comportamenti per favorire questa fase di stabilizzazione. Vanno da “utilizzare l’acqua solo per usi essenziali”, “evitare sprechi”, “verificare” che non sia il proprio impianto a perdere. Manca il consiglio ai grandi utenti di Ortigia, quelli che hanno grossi impianti di accumulo che, probabilmente, in questa fase di fragilità stanno pompando l’acqua che non permette ai serbatoi generali di riempirsi e al liquido prezioso di arrivare nelle case di tutti. Tra questi utenti potrebbero esserci pure amministratori. Forse, a questo punto, servirebbe un’ordinanza che vieti l’abuso di acqua in una fase precaria di “stabilizzazione”. Ma prima dell’ordinanza basterebbero presenza, voce, partecipazione a un disagio che sta mettendo ko la città nei giorni più caldi. E invece niente. È il Forum provinciale per l’Acqua pubblica a mettere il dito su questa piaga: «Stigmatizziamo con forza l’atteggiamento degli amministratori comunali che, davanti a una situazione di così grave sofferenza per la comunità, hanno preferito non metterci la faccia». Stigma che il Forum estende ai vertici di Aretusacque, ma non certo “alle maestranze e ai tecnici impegnati senza sosta nelle attività di riparazione”.

Attento all’evoluzione della crisi idrica anche il Comitato Ortigia cittadinanza resistente: «Nel nostro mini sondaggio delle 9 (di ieri) quasi il 80% delle segnalazioni indica ancora assenza di pressione regolare e erogazione insufficiente». La Cna ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio di Gestione di Aretusacque, Roberto Cocozza, “per fare chiarezza sui disservizi”. Lamentate “interruzioni e irregolarità nella distribuzione dell’acqua, con conseguenze sulla continuità delle attività commerciali, artigianali e ricettive, specie in Ortigia”.