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I vertici dagli atti giudiziari

Clan Cappello fra le correnti: ecco i nomi di chi comanda 

Rileggendo le carte dei fatti di Trappeto Nord emerge la nuova mappa della famiglia mafiosa in continua fibrillazione

03 Luglio 2026, 07:00

07:10

Clan Cappello fra le correnti: i nuovi vertici dagli atti giudiziari

Le ultime carte giudiziarie sulla sparatoria dell’11 giugno scorso a Trappeto Nord permettono di poter aggiornare l’organigramma del clan Cappello-Bonaccorsi. Una cosca che è frantumata in diverse correnti. E così, leggendo le ordinanza emesse dal gip di Siracusa e dalla giudice catanese Marina Rizza, si possono ricostruire i ruoli (attuali) di potere. E anche di comando. Anzi si possono delineare i vertici, tra prime e seconde linee. Anche il pentito Giovanni Sozzi, esponente storico della famiglia mafiosa dei Cappello, fornisce input per completare il puzzle.

I nomi dei reggenti sono quelli di coloro che possono decidere movimenti anche fra gruppi interni allo stesso clan mafioso. Sozzi ha raccontato ai pm che a un certo punto Sebastiano Miano e Pietro Gagliano, i capi della squadra che ha ingaggiato una guerra armata con i “carusi” di via Capo Passero (con regista Andrea Calabretta), avrebbero creato non pochi problemi all’interno della compagine mafiosa per la loro facilità all’uso delle armi e della violenza. E, ultimamente, piuttosto che “farli fuori” sarebbero stati fatti transitare all’interno della cellula diretta da Giovanni Crisafulli “u tuccu”. Che è al momento detenuto, ma questo non limiterebbe il suo ruolo di direttore d’orchestra all’interno del clan. La decisione della migrazione sarebbe stata ordinata da Orazio Finocchiaro “iattaredda” - arrestato ultimamente nell’operazione Abisso della guardia di finanza - e dal vecchio boss Pietro Guerrera “pummaroru” che invece è libero. Insomma questi due sarebbero coloro che tengono il timone.

Un clan quindi che si muove fra correnti e quindi in continua fibrillazione. Ma questa frantumazione interna non è nuova. Era già emersa infatti nell’operazione Camaleonte del 2020 che aveva schiacciato il braccio storico del clan (all’epoca guidato da Giovanni Pantellaro), il braccio militare dei Bonaccorsi (detti “Carateddi”) e l’autonoma squadra degli Strano di Monte Po.