×

appello alle istituzioni

Emergenza sicurezza al carcere Luigi Bodenza: Camera penale di Enna sollecita interventi immediati

Dopo due tentativi di evasione Camera penale e Sappe chiedono interventi urgenti su organico e strutture

02 Luglio 2026, 22:16

22:20

enna1

Interventi concreti e tempestivi a tutela degli operatori del carcere Luigi Bodenza di Enna e dei detenuti. È questo il sollecito che arriva dalla la Camera Penale di Enna dopo il secondo tentativo di evasione di pochi giorni fa dall’istituto di pena del capoluogo, sventato dall’intervento del personale in servizio, e reso noto dal Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha voluto complimentarsi per l’azione tempestiva, tornando a denunciare l’allarme sulle condizioni di sicurezza.

, presieduta dall’avvocato Giuliana Conte, è da tempo in prima linea nel cercare soluzioni concrete ai gravi problemi dell’istituto ennese e torna a chiedere alle Istituzioni risultati, partendo dalla «piena solidarietà al Corpo di Polizia penitenziaria» e facendo propria «la denuncia delle persistenti carenze di organico e delle gravi criticità strutturali, da tempo segnalate e non più tollerabili. La sicurezza del carcere non può reggersi sul solo sacrificio delle donne e degli uomini che vi prestano servizio».

Dalla Camera penale si evidenzia come «le medesime carenze si riverberano sulle condizioni delle persone detenute», nei confronti dei quali si ribadisce vicinanza e impegno a tutela dei diritti fondamentali. La dignità del detenuto e la sicurezza di chi lavora nell’Istituto non sono interessi contrapposti, ma le due facce di un’unica esigenza di legalità».

Su questi cardini parte l’appello alle Istituzioni «affinché alle parole seguano interventi concreti e tempestivi, sul piano strutturale e degli organici, a tutela tanto di chi opera nell’Istituto quanto delle persone ristrette».

I fatti, per quanto ricostruito raccontano di alcuni detenuti che sarebbero riusciti a scavalcare il muro di recinzione interna dai cortili passeggi sino a raggiungere l’intercinta, dove recupererebbero materiali e pacchi lanciati dall’esterno. Durante l’ultimo tentativo di fuga uno dei detenuti è però caduto tentando di scavalcare il muro, riportando la frattura di una gamba. Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, e per il segretario regionale della Sicilia, Calogero Navarra, a scongiurare l’evasione è stato esclusivamente il tempestivo intervento della Penitenziaria, nonostante le difficili rese condizioni causate dalla carenza di organico. Per il sindacato «gli interventi di messa in sicurezza dell’area interessata, pur essendo stati finanziati, non sarebbero ancora stati avviati, chiedendo chiarimenti sulle ragioni del ritardo». In particolare il Sappe è tornato a sollecitare il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sicilia, Maurizio Veneziano, a riferire sulle iniziative previste per eliminare le criticità evidenziate, ribadendo anche la necessità di intervenire sia sul piano strutturale sia sul rafforzamento degli organici, sostenendo che l’attuale situazione causi un aggravio del carico di lavoro per il personale e possa incidere sui livelli di sicurezza dell’istituto.