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Disagio giovanile

Nelle scuole di Catania potenziare e rinnovare gli sportelli di ascolto e mediazione

Dopo il suicidio di Claudia, studentessa del liceo Cutelli, tre associazioni lanciano una petizione alle istituzioni

30 Aprile 2026, 05:00

09:16

Nelle scuole di Catania potenziare e rinnovare gli sportelli di ascolto e mediazione

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Il suicidio di Claudia, allieva di quarto ginnasio, ha sconvolto gli studenti catanesi che sono scesi in piazza per gridare il proprio dolore e la propria rabbia verso un sistema scolastico improntato ad individualismo e competitività e centrato solo sui buoni risultati e sui voti.

Un sistema che non educa a crescere e a lavorare insieme collaborando, che sottovaluta i reali bisogni dei giovani e non si fa carico del loro malessere, pure così profondo e diffuso, come rilevano anche le ricerche europee che dicono che un ragazz* su due soffre di ansia, depressione, eccesso di emotività. Mai per le strade di città si era visto sfilare un corteo in cui studentesse e studenti chiedessero ascolto e supporto psicologico. Un grido di aiuto che non deve cadere nel vuoto.

Questo il senso dell’iniziativa lanciata da “Memoria e futuro”, “Prima i bambini” e “Comitato contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile”.

Si tratta di una petizione in cui si chiede al Comune, alla Città Metropolitana, all’“Osservatorio metropolitano per la prevenzione della devianza minorile” e all’“Ufficio scolastico regionale per la Sicilia” di rinnovare e potenziare gli sportelli di ascolto e di mediazione scolastica in modo che diventino un servizio pubblico stabile, un punto fermo nella vita delle scuole e nella prevenzione del disagio giovanile.

«Dopo la tragica morte di Claudia - è scritto nella petizione tra i cui primi firmatari ci sono Francesca Andreozzi, Pina Arena, Laura Bonifacio, Salvatore Cacciola, Luca Cangemi, Antonio ed Enrico Fisichella, Biagio Guerrera, Adriana e Simona Laudani e Giusi Milazzo - studenti e studentesse non hanno chiesto compassione. Hanno chiesto ascolto. Hanno detto che il disagio giovanile non può essere ridotto a una questione privata, a fragilità individuale, a sofferenza da sopportare in silenzio».

Ascoltare la loro voce non è un gesto accessorio: è una scelta educativa, sociale e politica. Spiegano che in circa 40 scuole sono già presenti sportelli di mediazione e di ascolto che hanno dato buoni risultati, ma «il progetto che li sostiene è in scadenza e rischia di essere ridotto o cancellato. Catania non può permetterselo».

Sottolineano che potenziare questi sportelli significa anche mettere in relazione stabile le scuole con le istituzioni e con il tessuto sociale e il patrimonio civile fatto di associazioni, volontari, operatori del terzo settore.

Queste le richieste concrete:

1) il rinnovo immediato del progetto degli sportelli già attivi;

2) il potenziamento del servizio, con maggiore continuità e presenza nelle scuole;

3) il coinvolgimento stabile del lavoro sociale e dell’associazionismo, attraverso sedi permanenti di confronto e coprogettazione;

4) una rete pubblica vera per la prevenzione del disagio giovanile, non risposte occasionali o emergenziali.

Questa petizione si aggiunge al sostegno dato alla proposta di legge popolare “Diritto a stare bene”, volta a garantire nel territorio un servizio di psicologia diffusa che operi nelle scuole, nelle Asp e nei luoghi di lavoro prevedendo una sorta di psicologo di base che affianchi il medico di famiglia. Proposta presentata a novembre e tutt’ora ferma in Parlamento.

Chi volesse firmare la petizione può farlo su https://c.org/XR8n6FY8N