protezione civile
A Ragalna epicentro del terremoto crollano alcuni muretti a secco: danni in Municipio e alla chiesa
Il sindaco Nino Caruso ha attivato il Coc e disposto i primi sopralluoghi e le verifiche di staticità
Danni nella sede del Municipio e crolli parziali in alcuni edifici privati si sono registrati a Ragalna, nel catanese, comune epicentro del terremoto che questa mattina ha svegliato Catania. Il Comune ha attivato il Coc il centro di coordinamento comunale presieduto dalla Protezione civile e dal sindaco Nino Caruso. I tecnici comunali stanno predisponendo i primi sopralluoghi per verificare l’entità dei danni e la staticità degli edifici.

Nel cuore della provincia etnea, sulle pendici meridionali dell’Etna, si trova Ragalna, un piccolo borgo del Catanese che sembra sospeso tra cielo e lava. A circa 800 metri d’altitudine, questo paese gode di un’aria fresca e sottile, profumata di ginestre e di bosco, e di un silenzio che racconta storie antiche.
Ragalna è conosciuta come la “terrazza dell’Etna”: da qui lo sguardo abbraccia distese di pietra lavica, muretti a secco, vigneti e uliveti che si arrampicano lungo il vulcano. Le case basse, spesso ornate di fiori, si alternano a ville immerse nel verde, testimonianza della vocazione del paese come luogo di villeggiatura estiva per i catanesi in cerca di frescura.
La presenza imponente dell’Etna non è solo uno sfondo scenografico, ma una presenza viva e costante. La terra nera e fertile racconta eruzioni passate, mentre i sentieri che si inoltrano nei boschi conducono verso rifugi montani e colate laviche antiche, dove la natura ha lentamente ripreso il suo spazio. In primavera e in estate, il verde dei pini e dei castagni contrasta con il grigio scuro della lava, creando un paesaggio di rara suggestione.
Il centro del paese è raccolto e autentico. La vita scorre lenta tra la piazza principale, le chiese e i piccoli bar dove il tempo sembra dilatarsi davanti a un caffè o a una granita al limone. Le feste patronali e le sagre estive animano le serate con musica, luminarie e profumi di cucina tradizionale: arancini, salsiccia alla brace, dolci alle mandorle.
Ragalna non è un luogo di frenesia, ma di respiro. È il paese dove si sente il vento scendere dall’Etna al tramonto, dove il cielo notturno appare più vicino e costellato, e dove la natura detta ancora il ritmo delle stagioni. Un piccolo angolo di Sicilia autentica, in cui il vulcano non fa paura, ma accompagna silenziosamente la vita quotidiana.
(foto di Salvatore Caruso)