catacombe san giovanni
Diecimila sepolture nel cuore della Siracusa cristiana
Dal 10 febbraio riapre uno dei più vasti complessi catacombali dopo Roma. Un percorso di quasi cento metri tra loculi, arcosoli e cappelle monumentali
Riapre al pubblico la catacomba di San Giovanni, uno dei complessi paleocristiani più rilevanti del Mediterraneo. Dopo la pausa del mese di gennaio per lavori di manutenzione ordinaria, il sito risalente al IV secolo torna fruibile con visite guidate. Insieme alle catacombe di Santa Lucia e di Vigna Cassia, rappresenta il più importante e vasto complesso catacombale dopo quelli di Roma.
Un intreccio di antiche cisterne, pozzi profondi, grandi rotonde e camere sepolcrali si sviluppa in una fitta rete di gallerie sotterranee. È in questi ambienti che il Cristianesimo, alle sue origini in Sicilia, ha espresso una delle sue testimonianze più significative. «A Siracusa i cristiani fondarono una delle più grandi comunità del mondo occidentale, annunciando il Vangelo attraverso le parole e attraverso le immagini», spiega mons. Giuseppe Benintende, Custode delle Catacombe di Siracusa. «Custodire questo immenso patrimonio non è affatto semplice – aggiunge – e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra stiamo elaborando progetti per rendere maggiormente fruibile questo sito ricco di storia e di fede».
Le catacombe non furono rifugi per cristiani in fuga dalle persecuzioni, né luoghi cupi legati esclusivamente al culto dei morti. Rappresentano piuttosto spazi di memoria e rinascita, capaci di raccontare una storia lunga quasi duemila anni.
La galleria principale è un tunnel di quasi cento metri, con pareti costellate da loculi e arcosoli. Un solco sotto la volta in pietra indica il tracciato di un antico acquedotto greco, elemento che testimonia le origini del cimitero sotterraneo. Procedendo verso le aree più dense di sepolture emergono incisioni e pitture realizzate con pennellate rosse, brune e gialle.
«Ci sono tombe ad arco con più di venti sarcofagi, scavati l’uno dopo l’altro. Tutte insieme formano un reticolo di circa diecimila sepolture», sottolinea mons. Benintende. Il percorso conduce poi nel sistema di cisterne scavate nella roccia, trasformate in cappelle monumentali: la rotonda di Marina, quella di Adelfia, il cubicolo di papa Eusebio e la rotonda delle Vergini consacrate. La monumentalità di queste strutture è seconda solo a quella delle catacombe romane.
Particolarmente significativo è il sarcofago di Adelfia, decorato con oltre 60 personaggi biblici. Papa Eusebio fu sepolto in un sepolcro scenografico a tre livelli, nei pressi della tomba della giovane Euskia, tra le prime testimoni della festa di santa Lucia. L’ispettore della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra è la dott.ssa Tiziana Ricciardi.
La catacomba di San Giovanni sarà visitabile con le guide della Kairos. Dal 10 al 22 febbraio sarà aperta dalle 9.30 alle 12.30 (chiuso il lunedì); dal 23 al 28 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 (chiuso il lunedì). Gli stessi orari saranno osservati nel mese di marzo. Per informazioni: 0931.64694 – 3475815794.