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Polizia

Furto di profumi da 1.300 euro in centro a Catania: arrestati due tunisini

I due hanno anche aggredito i due vigilantes addetti alla sorveglianza del negozio

Redazione La Sicilia

11 Gennaio 2026, 09:28

Furto di profumi da 1.300 euro in centro a Catania: arrestati due tunisini

La Polizia di Stato ha arrestato due cittadini tunisini di 20 e 21 anni, sorpresi nei giorni scorsi mentre tentavano di sottrarre diversi profumi in un grande magazzino del centro storico di Catania.

Secondo quanto ricostruito, una volta entrati nell’esercizio di via Etnea, i due si sono diretti al reparto profumeria, hanno prelevato dagli espositori alcuni prodotti di marchi noti, rimosso i dispositivi antitaccheggio e nascosto la merce in uno zaino.

Approfittando dell’affollamento, hanno poi cercato di raggiungere rapidamente l’uscita confondendosi tra i clienti.

Il loro comportamento non è però sfuggito al personale di vigilanza che, dopo il passaggio alle casse, li ha fermati chiedendo di aprire lo zaino e invitandoli a restituire i prodotti oppure a pagarli.

I due si sono rifiutati e hanno reagito aggredendo gli addetti con calci e pugni.

Nel frattempo è stato richiesto l’intervento delle Volanti della Questura: gli agenti sono giunti tempestivamente, hanno bloccato i sospetti davanti all’uscita, li hanno identificati e hanno controllato il contenuto dello zaino.

All’interno sono state rinvenute otto confezioni di profumi, con l’antitaccheggio strappato, per un valore complessivo superiore a 1.300 euro.

La merce è stata restituita al responsabile del punto vendita, che ha sporto denuncia.

I due sono stati accompagnati in Questura e arrestati per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati, valida ora e fino a eventuale condanna definitiva.

Informato il pubblico ministero di turno presso il Tribunale di Catania, uno degli arrestati — anche in considerazione dei precedenti specifici — è stato tradotto in carcere, mentre l’altro è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima.

Dopo la convalida, il giudice ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere.