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Lavoro

Call center, sit-in a Catania: oltre 200 lavoratori contro l'eliminazione della clausola sociale di Enel

I sindacati avvertono un rischio per 7.000 posti tra trasferimenti forzati e indebolimento delle tutele

Redazione La Sicilia

09 Gennaio 2026, 17:25

Call center, sit-in a Catania: oltre 200 lavoratori contro l'eliminazione della clausola sociale di Enel

Oltre duecento lavoratrici e lavoratori hanno partecipato con determinazione al presidio organizzato questa mattina davanti allo store Enel di corso Sicilia, a Catania, nell’ambito dello sciopero nazionale dei call center.

Un’adesione ampia che ha dato forza e visibilità a una mobilitazione volta a rimettere al centro la difesa dell’occupazione e il rispetto delle regole nei passaggi di appalto.

Accanto ai dipendenti, in prima linea, SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, che hanno espresso piena soddisfazione per l’esito dell’iniziativa e per il segnale giunto dal territorio.

Nel mirino la decisione di Enel Energia di non applicare più la clausola sociale: una scelta che, secondo le sigle sindacali, contraddice lo spirito delle norme e dei contratti collettivi e scarica sui lavoratori i costi di strategie industriali improntate a digitalizzazione e automazione dei servizi.

La vertenza interessa circa 7.000 addetti sul piano nazionale, di cui circa 600 nel Catanese.

I sindacati denunciano inoltre che i nuovi bandi di gara non garantiscono né il principio di territorialità né la centralità del contratto collettivo nazionale delle Telecomunicazioni, recentemente rinnovato, aprendo la strada a un progressivo indebolimento delle salvaguardie.

A ciò si aggiungono proposte ritenute irricevibili, basate su trasferimenti obbligati per centinaia di chilometri, talvolta fuori regione, prospettati come unica alternativa alla perdita del posto di lavoro.