Il fatto
Slitta al primo febbraio l'aumento della tassa di soggiorno a Catania
Le lamentele di chi lavora nel settore della ricettività: "Gennaio si è già iniziato, avrebbero potuto avvertirci"
L'aumento della tassa di soggiorno in città? Dal 1° gennaio, data prevista dalla delibera di giunta comunale (n. 218 del 26 novembre 2025), al nostro giornale non era sfuggita l’agitazione dei gestori delle tante strutture ricettive presenti, oltre 2.300 quelle riportate sul database del Comune, ma che lievitano a circa 10.000 considerando i siti terzi per “alloggi vacanze”.
Ebbene, la scadenza è slittata al 1° febbraio. Almeno, così si legge nella email che “solo” da ieri i gestori delle strutture stanno ricevendo da parte dell'Ufficio Sviluppo e promozione turistica del Comune, i cui processi e provvedimenti amministrativi sono stati temporaneamente affidati alla Direzione Cultura, guidata da Paolo Di Caro. Il motivo del rinvio dell'aumento? “I tempi necessari - si legge nella nota - per il completamento dell'iter burocratico per le nuove tariffe legato ai tempi di pubblicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze”.
Nuove tariffe che, del resto, erano già state annunciate a inizio dicembre e non senza polemiche. A persona e per pernottamento, per i primi quattro giorni, si parla di 3 euro che gli avventori devono versare in più se alloggiano in appartamenti ad uso turistico, case e appartamenti per vacanza, residence, villaggi turistici e agriturismi. La tassa sale a 3,50 euro per affittacamere, B&B, residenze turistico alberghiere e alberghi a 1, 2 o 3 stelle, 4 euro per alberghi a 4 stelle e 5 euro per i 5 stelle e 5 stelle Lusso.
«La nuova piattaforma “PayTourist” per il versamento della tassa al Comune sembra migliore - ha commentato Sarina Pappalardo, che gestisce una casa vacanze in zona Pescheria - anche se ancora non trovo il tasto “paga”. E comunque dal Comune avrebbero potuto avvertire in anticipo sullo slittamento della data dell'aumento della tassa di soggiorno». Sulle presenze in queste festività commenta «non possiamo lamentarci».
«La domanda per le feste natalizie è arrivata al 90% - ha rilevato Ornella Laneri, Sezione Turismo, Cultura ed Eventi di Confindustria -. Vende meglio chi è più strutturato e per gli alberghi è certamente aumentata la concorrenza con B&B e affitti brevi. Ribadisco: bisogna puntare al turismo culturale e ad offerte mirate. Per Sant'Agata andrà certamente bene nel centro città».
«L'avvio dell'anno promette bene, con un +20% rispetto agli anni scorsi e pernottamenti medi di 2,55 notti - ha analizzato i dati Franz Cannizzo, presidente Abbetnea, associazione che promuove il settore extralberghiero -. Catania guida con 150.000 pernottamenti, mentre Comuni come Aci Castello e Zafferana Etnea hanno segnato il +30% di presenze». L'aumento della tassa di soggiorno? «Penalizza tutte le attività extralberghiere - è il commento lapidario - porta più soldi al Comune, da 5 a 10 milioni di euro potenziali l'anno, ma frena il turismo etneo soprattutto per B&B e affitti brevi.
«Il vero turismo però si costruisce sul lungo periodo, sollecito pertanto un incontro entro la fine di gennaio con istituzioni e operatori per discutere di promozione integrata, digitalizzazione, sostenibilità e lotta agli extra costi, o balzelli, per i turisti, oltre ad un utilizzo della tassa di soggiorno per una vera promozione turistica».