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Trasporti

Caro voli, la Sicilia resta a terra dopo la bocciatura della proposta sul caro tariffe

Barbagallo (Pd): “Maggioranza spaccata in aula, ma mentre i prezzi volano il Governo rimane sordo”

Carmelo Aurite

02 Gennaio 2026, 17:03

17:29

Caro-voli

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Ancora uno smacco alla Sicilia che continua a viaggiare a un’altra velocità rispetto al resto d’Italia. Un’isola che, quando si parla di mobilità, sembra sempre costretta a rincorrere diritti che altrove sono dati per scontati. Il caro voli non è un’emergenza improvvisa, ma una ferita aperta da anni, mai davvero rimarginata.

Era il settembre del 2019 quando il quotidiano La Sicilia portò agli onori della cronaca nazionale il caso del caro voli con un’inchiesta firmata da Sonia Distefano, partita da una nota dell’allora deputato regionale di Forza Italia Alfio Papale. Due pagine dense di numeri, testimonianze e denunce che fotografavano una realtà già allora insostenibile per migliaia di siciliani. Un’inchiesta che ancora oggi fa eco, ma alla quale ha fatto seguito un silenzio assordante, segnato dall’assenza di azioni concrete a tutti i livelli istituzionali.

Da allora sono cambiate legislature, governi e maggioranze, ma il problema è rimasto drammaticamente lo stesso. Le tariffe continuano a lievitare, soprattutto nei periodi di alta domanda, colpendo studenti, lavoratori fuori sede, famiglie e chi è costretto a spostarsi per motivi di salute. Viaggiare da e per la Sicilia resta un lusso, non un diritto.

L’ultima presa di posizione arriva dal Partito Democratico alla Camera dei Deputati. “Caro voli. Maggioranza spaccata in aula, ma mentre le tariffe volano il Governo rimane sordo”, ha dichiarato il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, intervenendo alla Camera poco prima della bocciatura dell’ordine del giorno di cui era primo firmatario.

È veramente uno scandalo – ha affermato Barbagallo –. Ancora una volta questo governo è forte con i deboli e debole con i forti. Sul caro voli dimostra che della mobilità dei siciliani e dei cittadini del Mezzogiorno non gliene frega nulla. Questa è un’altra promessa mancata dal governo Meloni e dalla maggioranza di centrodestra: avevano detto che il caro tariffe aveva le ore contate e invece sono succubi di un algoritmo che favorisce le compagnie aeree, nessuna esclusa, mentre chi ha il dovere di intervenire tace e acconsente.”

L’ordine del giorno, sottoscritto anche dai parlamentari di centrodestra Calderone e Fascina, impegnava il Governo a dare piena applicazione al principio di insularità, ampliando la possibilità di applicare gli oneri di servizio pubblico a un numero maggiore di rotte, frequenze e passeggeri. Prevedeva inoltre misure di sostegno dedicate, come voucher o bonus mobilità per studenti e lavoratori fuori sede, e l’attivazione di un confronto con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con ENAC e con le compagnie aeree e ferroviarie, per introdurre meccanismi di pricing più equi e trasparenti.

È la vergogna del nostro tempo – ha aggiunto Barbagallo – certificata persino dalla cinematografia. I film che raccontano il caro voli sono campioni d’incassi, ma il Governo continua a essere sordo, come dimostra il parere francamente risibile su questo ordine del giorno”.

Eppure, nonostante anni di immobilismo e promesse disattese, una nota di speranza resta. Il tema del caro voli non è più confinato alle cronache locali: è entrato nel dibattito nazionale, nell’agenda politica e nell’immaginario collettivo. La crescente consapevolezza dei cittadini, la pressione dell’opinione pubblica e il riconoscimento costituzionale del principio di insularità possono e devono diventare leve concrete di cambiamento. Perché garantire il diritto alla mobilità non è un privilegio, ma una condizione essenziale per la dignità, lo sviluppo e l’uguaglianza di una terra che chiede solo di viaggiare alla stessa velocità del resto del Paese.