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La sentenza

Messina: amianto nei traghetti, disposto un risarcimento da 1,2 milioni di euro per gli eredi di un ferroviere morto di mesotelioma

Nel 2014 è stato diagnosticato all'uomo un mesotelioma pleurico, che lo ha ucciso l'anno successivo, all'età di 68 anni. Per i giudici i rischi erano noti, ma non sono state adottate adeguate misure di sicurezza

Redazione La Sicilia

02 Gennaio 2026, 12:25

12:26

Messina: amianto nei traghetti delle Ferrovie, disposto un risarcimento da 1,2 milioni di euro per gli eredi di un ferroviere

fibre di amianto

Il Tribunale di Messina – Sezione Lavoro ha condannato Rete Ferroviaria Italiana spa per la morte di un ex dipendente messinese colpito da mesotelioma pleurico, patologia direttamente riconducibile all’esposizione professionale all’amianto. La sentenza accoglie il ricorso promosso dagli eredi del lavoratore, disponendo un risarcimento complessivo di circa 1.200.000 euro per danni patrimoniali e non patrimoniali.

Il giudice del lavoro ha accertato che l’uomo aveva prestato servizio nelle Ferrovie dello Stato per oltre vent’anni, dal 1977 al 2001, con mansioni di elettricista e addetto alla manutenzione, operando senza adeguate protezioni in ambienti contaminati da amianto. In particolare, l’attività lavorativa si è svolta a bordo dei traghetti ferroviari e negli impianti elettrici, contesti nei quali la presenza di fibre cancerogene era significativa e continuativa. Nel 2014 gli è stata diagnosticata la malattia che si è evoluta rapidamente: è morto il 15 aprile 2015 all’età di 68 anni lasciando moglie e quattro figli, attualmente residenti a Messina.

La sentenza riconosce in modo netto il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma pleurico ribadendo come l’azienda non abbia adottato tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore. Secondo il Tribunale, il rischio amianto era noto da tempo e la mancata adozione di idonee misure di prevenzione costituisce una chiara violazione del codice civile. Una responsabilità datoriale che si inserisce nel solco di precedenti pronunce e che rafforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di tutela dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene.

«Questa sentenza segna un passaggio fondamentale nella verità giudiziaria sull’amianto nelle Ferrovie dello Stato – dichiara Ezio Bonanni, avvocato, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha assistito i familiari della vittima con il supporto dell’avvocato Giuseppe Aveni – perché accerta in modo inequivocabile l’uso di amianto nei traghetti ferroviari e ne individua le responsabilità».

«Parliamo di una tragedia tutt’altro che isolata: abbiamo già censito almeno altri dieci casi di mesotelioma tra i lavoratori impiegati nei traghetti FS. A Reggio Calabria e Messina il fenomeno è ancora più grave, anche per la presenza delle Officine di Manutenzione e delle OGR di Saline Joniche. Dopo otto anni di battaglie giudiziarie, questa decisione restituisce finalmente giustizia alle vittime e ai loro familiari e rappresenta una speranza concreta per tutti coloro che attendono il riconoscimento dei propri diritti».