i classici greci
Il pianista e compositore Ludovico Einaudi tornerà presto al teatro Greco, ecco l'anticipazione di cosa accadrà
La nuova Medea di Peparini con Whoopi Goldberg accende il dibattito sull'Inda: critiche sulla sacralità della tragedia
La nuova edizione di Medea di Euripide, affidata alla regia del coreografo Giuliano Peparini con Whoopi Goldberg nel ruolo della protagonista, continua ad animare il dibattito culturale attorno alle future Rappresentazioni classiche dell’Inda al Teatro Greco. Sui social, accanto agli entusiasmi per una produzione che punta a un forte impatto internazionale e mediatico, non sono mancate le prese di posizione critiche da parte di artisti, studiosi e appassionati di teatro classico. Tra gli interventi quello dell’attrice Carmelinda Gentile, diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica “Giusto Monaco” e conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di Biba ne Il Commissario Montalbano: «Il Teatro Greco non è soltanto un luogo di spettacolo. È memoria. È rito. È parola. Non è una battaglia contro le persone. È una riflessione sul destino della nostra cultura» chiedendo agli addetti ai lavori una presa di coscienza.
«Andiamo a degradare quello che era lo spirito della tragedia. La tragedia, per quello che era ed è stata nei secoli, ogni volta che è stata messa in scena, ha un aspetto quasi sacrale. Non può essere cambiata in un’altra forma di arte poetica: è tragedia, e questa deve prevalere. Nella Grecia antica oltre al testo c’era anche la musica, che aveva qualcosa di dionisiaco, come diceva Friedrich Nietzsche ne La nascita della tragedia. Qui sosteneva che essa nasceva dalla combinazione del dionisiaco e dell’apollineo: deve essere quindi qualcosa a metà tra follia e razionalità, ma non può essere banalizzata in altre forme d’arte moderne, di intrattenimento, perché è altra cosa. La tragedia deve mantenere il suo aspetto austero. Proposta in altro modo, l’Inda snaturerebbe la propria funzione, perché significherebbe accodarsi a questo star system e diventare pop» così Mario Blancato, scrittore e già docente di latino e greco. Ma se il dibattito sulla messa in scena di Peparini divide il pubblico tra tradizione e innovazione, una notizia che sembra invece destinata a mettere tutti d’accordo riguarda la musica. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il pianista e compositore Ludovico Einaudi avrebbe dato la propria disponibilità a tornare al Teatro Greco con una composizione originale da presentare in anteprima mondiale, in una coproduzione con l’Inda. Un progetto che, tuttavia, non dovrebbe vedere la luce prima del 2028. Einaudi era già stato ospite del colle Temenite nel 2022, regalando al pubblico una delle serate più intense degli ultimi anni.